Aghi un rimedio utile

L’immagine diffusa che si offre dell’agopuntura è quella di una persona infilzata dagli aghi come San Sebastiano dalle frecce.

L’immagine diffusa che si offre dell’agopuntura è quella
di una persona infilzata dagli aghi come San Sebastiano dalle
frecce. Come si sentirà il povero malcapitato? Benissimo!
Chiunque abbia provato sulla sua pelle, è il caso di dirlo,
vi dirà che non si prova alcun male, tutt’al più un
po’ di fastidio, ma solo al momento dell’inserimento dell’ago, e
unicamente per alcuni punti. Fatto, quest’ultimo, da mettere in
relazione all’efficacia della terapia, perché significa che
in quel punto l’ago sta “lavorando” molto vicino al cuore del
disequilibrio energetico, causato dalla malattia.

L’agopuntura non presenta alcuna controindicazione, se eseguita in
modo corretto. Solo l’emotività può indurre persone
ansiose ed eccessivamente preoccupate a provare nausea, capogiri,
sudorazione, formicolio, dolori o fitte. Si tratta tuttavia di casi
davvero estremi, che si raccontano per il dovere di una corretta
informazione. Solo le persone con gravi problemi legati alla
coagulazione del sangue, come gli emofiliaci, o con gravi psicosi
non dovranno essere trattate.

Nelle donne in gravidanza si può intervenire limitatamente
ad alcuni specifici punti.

Il medico agopuntore è particolarmente attento ed esperto
nel trattare i punti che si trovino vicino agli organi interni o ai
grossi vasi o ancora in prossimità di organi di senso.
Ricorre sempre ad aghi monouso o sterilizzati, che applica dopo
aver disinfettato l’epidermide del paziente nella zona su cui deve
intervenire.

Licia Borgognone

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