Un bagno di fieno, pieno di profumi

Il fieno adatto per i bagni proviene da pascoli che si trovano al di sopra di 1500 metri di altezza.

Il fieno adatto per i bagni proviene da pascoli che si trovano
al di sopra di 1500 metri di altezza. Di conseguenza contengono
numerose erbe alpine profumate e curative tra le quali alchimilla,
valerianella, veronica, genziana, primule, ranuncolacee e arnica.
La pratica del bagno nel fieno assicura vari benefici per la
salute, tra gli altri rafforza il sistema immunitario, attenua
infiammazioni croniche, scioglie i muscoli tesi e aiuta nella cura
dei reumatismi.

Esistono diverse tecniche di bagno. Quella originaria prevede la
creazione di un mucchio di fieno fresco, appena rastrellato, alto
circa un metro, leggermente pressato. Dopo due giorni che il fieno
è rimasto ammucchiato inizia un processo di fermentazione
che porta all’innalzamento della temperatura fino a superare, nel
centro, i 60°C. Una volta che la fermentazione è in
corso, viene scavato un vuoto nel mucchio. Chi desidera fare il
bagno si sdraia in questa buca umida e calda di almeno 40°C,
foderata precedentemente con un telo, e si copre fino al collo con
il fieno. La posizione va tenuta per circa 20 minuti, durante i
quali il corpo assorbe il calore e le sostanze delle erbe curative
e espelle le proprie scorie. Dopo il bagno una grande stanchezza
pervade il corpo e diventa necessario fare un lungo riposo, avvolti
in delle coperte calde. Per almeno una mezz’ora si continua a
sudare. Per sfruttare al massimo le proprietà del fieno
è bene fare la doccia solo tre ore dopo il bagno.

La tecnica dello scavare una buca nel fieno ammassato funziona
soltanto nei mesi estivi, con del fieno appena raccolto. Durante il
resto dell’anno la fermentazione non avviene e per poter fare dei
bagni il fieno viene messo in delle vasche apposite. In tal modo
calore e umidità possono essere apportati da una fonte
esterna.

Rita
Imwinkelried

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