Buona notte

Notizia

Studenti e artisti sanno che qualsiasi performance migliora dopo
una buona notte di sonno perché il cervello ripete in sogno
pensieri e azioni fatte durante il giorno.

Robert Stickgold, del Massacchusetts Institute of Technology ha
presentato i frutti delle proprie esperienze all’annuale convegno
dell’American Association for the Advancement of Science a Boston.
Sembra che l’erosione del tempo dedicato al sonno, tipica della
vita moderna, possa mettere seriamente a rischio il potenziale
intellettivo di ognuno.

Un’altra scoperta riguarda le diverse fasi del sonno che
influenzano i tipi diversi di apprendimento. Ottenere buoni
risultati in test di tipo visivo, per esempio, richiede soprattutto
un buon sonno nel primo quarto della notte (quello profondo,
caratterizzato da un andamento lento delle onde cerebrali) e un
sonno Rem (rapid eye movements, quello in cui si sogna) nell’ultimo
quarto. Buoni risultati negli esercizi manuali di precisione
dipendono invece da episodi non-Rem nell’ultima parte della notte
(quando cioè non si sogna prima del risveglio).

 

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