Un codice per la vita: A.F.R.A.

Amore, Fiducia, Rispetto, Allegria: come e dove queste energie sono collegate dentro di noi e cosa succede quando non sono in armonia.

Nel nostro corpo c’è un codice invisibile, fatto di organi e i meridiani (correnti invisibili di
energia).”ponti” attraverso cui le forze di creazione
entrano in contatto con noi.

I vari condizionamenti (origini, ambiente, famiglia, società
cultura) bloccano questi “ponti”, dando luogo a malesseri
esistenziali e fisici.

Il vuoto affettivo, il senso di colpa, la difficoltà a dare
e ricevere, le scelte operate in funzione del piacere dell’altro o
altri, la frustrazione, indicano che l’ amore, in relazione al
cuore e intestino tenue, ha trovato un impedimento ad esprimersi.
Non ci si sente amati, si ricercano continue dimostrazioni,
attenzioni, conferme. Tanto più si fa per gli altri, tanto
più si è dati per scontati e meno si riceve: arriva
la delusione affettiva. Si accumula tutto quello che viene
ingerito, anche ciò che non serve: ecco perché i
problemi affettivi tendono a far ingrassare.

Insoddisfazione per la propria vita, tensione al miglioramento
continuo, adesione a modelli collettivi e ad un rigoroso ideale di
vita (religioso, politico, filosofico) indicano che la fiducia,
polmone e colon, ha trovato la strada intoppata. Manca
l’ispirazione personale, l’organizzazione della vita è
troppo rigida o troppo caotica e abbandonata. Si passa
dall’entusiasmo alla delusione, nascono perfezionismo eccessivo e
ossessivo e l’estremismo.

La ribellione verso la situazione che si vive e verso gli altri,
gli scontri con i genitori, la società, l’agire forzato,
l’affaticamento, lo stress, il continuo bisogno di dimostrare agli
altri, di mettersi alla prova, l’orgoglio sotto tutte le sue forme,
la presa di potere sugli altri, l’eccessiva logica, i complessi di
superiorità e inferiorità, il calcolo premeditato,
indicano che il rispetto e l’ umiltà, stomaco e pancreas,
non trovano via libera.

La mancanza di sicurezza, le varie paure: di esistere, del
fallimento, della riuscita, della povertà o della ricchezza,
la fuga nelle illusioni e nei mondi immaginari, il timore per il
giudizio e quindi la giustificazione anticipata delle proprie
azioni, la tristezza, l’assillo della solitudine e della morte e la
non comunicazione con se stessi e con gli altri, sono tutti segni
che l’allegria, rene e vescica, non riesce a passare!

Non ultimo, ricordiamo che “i ponti aperti” significano esistenza e
libertà, mentre quelli chiusi, limitazione, non esistenza,
sofferenza e prigione.

Cristina Bassi

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