Un’eredità tutta da scoprire

La storia di una famiglia che riemerge attraverso i secoli da oggetti, suppellettili, lettere, fotografie. Un’eredità tutta da scoprire.


Ascolta l’intervista all’autrice

Si usa l’espressione “ricomporre i pezzi della propria vita”. E
solitamente ci si riferisce a quel momento in cui si considerano
tutte le nostre esperienze, quelle più intimamente personali e
quelle relazionali con amici, parenti, colleghi. È il momento
in cui si pondera ciò che ci è accaduto e si cerca di
dare ordine alla nostra vita.

 

Bene, si parte proprio da qui in questo libro, con
l’autrice-narratrice che sta letteralmente ricomponendo i pezzi
della propria vita, alla morte della madre. Franca Pizzini si trova
infatti in una delle proprietà della famiglia e sta scegliendo
con Mimia, colei che un tempo era la sua tata, gli oggetti che
erano appartenuti a lei e alla sua famiglia. È l’inizio di un
percorso d’accettazione di un’eredità non solo materiale, ma
soprattutto spirituale e storica.

 

Il racconto si sposta da Cernusco sul Naviglio a Milano e al
lago Maggiore, sino a giungere alla Franciacorta. La storia, dalla
scena iniziale, procederà à rebours attraverso simulacri:
mobili, acquerelli, appliques, ritratti, suppellettili. È
proprio attraverso gli oggetti che entrano in scena i personaggi e
le loro storie, che si intrecciano con quelle della protagonista.
Sarà un tentativo di ricostruire un’identità personale
attraverso l’identità collettiva, l’identità di una
famiglia attraverso tre secoli di storia, personale, collettiva,
nazionale.

 

All’interno di questa storia di famiglia si trovano figure
femminili veramente importanti anche per la storia nazionale,
pioniere di azioni in ambito politico-sociale e storico-artistico.
Siano d’esempio Cristina Trivulzio di Belgiojoso, patriota
risorgimentale attiva fautrice dell’Unità d’Italia e Paolina
Calegari Torri, promotrice a Nigoline – dove l’autrice trascorse
parte della sua vita – di un cenacolo cuturale frequentato da
uomini illustri come Giosuè Carducci, Antonio Fogazzaro e
Giovanni Pascoli.

 

A buon ragione il volume fa parte della collana della casa
editrice Mazzotta “Per Milano e la Lombardia”, filone che vuole
illustrare luoghi, persone e opere che hanno contribuito alla
crescita sociale, storica e culturale di Milano e della regione
nel processo dell’Unità di Italia e di integrazione nel mondo
europeo.

Si entra nella storia (personale e nazionale) seguendo la
danza degli oggetti, che evocano e chiamano in scena i diversi
personaggi: nobili, ma anche personaggi collaterali come tate,
servi, notai, avvocati, guardarobieri. Nonostante i più
intransigenti noteranno che manchi l’impianto tipico del genere, si
legge come un romanzo questo testo, un delizioso e appassionante
romanzo storico.

 

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