Un piano di protezione per le Alpi

Nove stati hanno collaborato in una ricerca biennale per la tutela delle Alpi. E’ stato elaborato un piano per le attività di conservazione da attuare a livello ecoregionale e regionale

Le Alpi sono una realtà naturalistica molto particolare.
Occupano un territorio di circa 191.000 km2 suddiviso in nove
nazioni, ospitano 14 milioni di abitanti che parlano numerose
lingue, danno spazio a un ricco e unico patrimonio naturale,
è una delle ultime regioni naturali rimaste nell’Europa
centrale. Sono considerate una delle 238 ecoregioni al mondo. Ma le
Alpi sono anche la catena montuosa più sfruttata del mondo.
Sono soprattutto le infrastrutture legate al traffico e al turismo
con i suoi 5 milioni di posti letto che preoccupano. La
particolarità del clima, legata all’altitudine, rendono
l’ecosistema alpino particolarmente delicato e facilmente esposto a
degli squilibri. Infatti il pericolo di danni per la fauna, la
flora e la vita degli abitanti ha fatto sì che già da
tempo sono nati diversi organismi che lavorano per creare coscenza
e leggi prottetive. Così nel 1995 è entrata in vigore
la Convenzione per la protezione delle Alpi, il primo accordo
multilaterale di questo tipo. Lo studio presentato ieri
contemporaneamente a Milano, in Austria, Francia, Germania,
Liechtentein, Monaco, Slovenia e Svizzera è stato svolto dal
WWF, in collaborazione con ALPARC (Rete delle Aree Protette
Alpine), CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle
Alpi) e ISCAR (Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca
Alpina). E’ stato reso pubblico l’identificazione delle aree alpine
prioritarie, dove tutelare una biodiversità ancora ricca
diventa particolarmente efficace.

La ricerca biennale, fatta in collaborazione con tutti i nove Stati
e conclusasi nel 2002 con due workshop, doveva definire uno
scenario desiderabile per la biodiversità delle Alpi.
Attraverso l’identificazione di 23 aree prioritarie, essendo queste
i più importanti habitat per mammiferi, uccelli, anfibi,
rettili, insetti e piante, è stata creata una base per
elaborare un piano per le attività di conservazione da
attuare a livello ecoregionale e regionale. Nel futuro prossimo le
quattro organizzazioni si attiveranno nel coinvolgere le
popolazioni locali e i gruppi dei territori in progetti concreti
finalizzati alla tutela della biodiversità alpina.


Rita Imwinkelried

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