Un robot per amico

L’uomo ha sempre sognato di poter interagire con un essere fatto di valvole, transistor e bulloni. Dai tempi di Frankenstein i robot sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo.

Un po’ imbranati, il più delle volte simpatici, spesso
freddi come la lamiera che li contiene, questi ammassi di circuiti
elettronici, nel giro di un decennio, hanno esplorato pianeti,
salvato vite e divertito grandi e piccini.
Durante l’ultima Coppa del Mondo di Calcio, i campioni in carne e
ossa hanno dovuto fare i conti con i loro “omonimi” robotizzati.
Dal 23 al 29 maggio si è svolta l’edizione 2002 della Robot
Soccer World Championship, un vero e proprio torneo dedicato agli
androidi. Ricoperti di plastica e dotati di un micro dispositivo
per il controllo del cervello, una radio antenna e delle batterie,
i robottini si sono mossi su un campo di plastica spingendo il
pallone in avanti, anziché calciarlo, individuando i
compagni di squadra grazie a sofisticati sensori cromatici.

Oltre al calcio, però, gli automi fanno mille altre cose.
Ultima, in ordine di tempo, la guida turistica. Asimo, il robot
umanoide di Honda simile a un astronauta, oltre a illustrare giochi
e intrattenimenti in diversi parchi tecnologici del Giappone,
è stato ingaggiato, per la bellezza di 30mila dollari al
giorno, da alcuni musei del Sollevante come Cicerone.
Nel campo dei robot sociali, Anthropos rappresenta, senza dubbio,
l’ultima frontiera dell’interazione uomo-macchina. Progettato
presso il MediaLab Europe di Dublino, l’automa gesticola, gira su
stesso, parla con l’interlocutore e riesce a capire quello che gli
si dice.

Ma robot fa anche rima con terapia. Presto, negli ospedali, una
macchina potrebbe prendere il posto di infermieri e fisioterapisti
nel recupero di persone colpite da ictus. Grazie al nuovo sistema,
elaborato da un team di ricercatori del prestigioso MIT di Boston,
il paziente dovrà impugnare un joystik e sedersi di fronte
al video di un computer. Come in un videogame, un apposito software
suggerirà al paziente alcune semplici operazioni da compiere
muovendo la manopola. Se la persona non riuscirà a portare a
termine il movimento indicato, il robot la aiuterà
instradandola nella giusta direzione.

Luca Bernardelli

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