1494. Un tipo piccante

Il primo occidentale che conobbe sulla lingua il sapore piccante del peperone fu il medico della seconda spedizione di Colombo, Diego Alvaro Chanca, che lo usò come condimento nel 1494.

Era il 1494 qundo per la prima volta un “occidentale” assaggiava il peperoncino.

Fino al secolo sedicesimo, nessuno dei grandi popoli della
civiltà occidentale aveva mai potuto aromatizzare le sue
vivande con l’apporto di questo vegetale allegro, umile,
vivificante. Il peperoncino acutissimo al gusto apparve subito
adatto per conservare e insaporire le vivande: tant’è che il
Mattioli, medico senese autore di un famoso trattato sulle piante
del 1568, ne parla già come di una pianta comune,
chiamandolo pepe cornuto o pepe d’India.
Comincia da qui la difficile e intricata questione della
nomenclatura a proposito del nostro frutto, che troverà solo
con la sistematica di Linneo, nel settecento, il definitivo nome
scientifico di “capsicum”.

In brevissimo tempo la coltivazione del pepe d’India si diffuse nei
paesi del mediterraneo, favorita dal clima e dal sole.
Attecchì benissimo nel nostro Sud, dove il peperoncino
è rimasto, quasi ovunque, l’aroma preferito, e in tutta
l’Africa settentrionale. Oggi, è venduto in quantità
in qualunque mercatino della Tunisia, Algeria, Libia, Egitto,
Marocco.

In generale
Pianta che appartiene alla famiglia delle solanacee ed al genere
capsicum.
Nome botanico (genere e specie): Capsicum frutescens, Capsicum
annum.
Le piante si presentano sotto forma di cespuglio con foglie di
colore verde chiaro su fusti delicati. La loro altezza varia dai 40
agli 80 cm e la loro larghezza, dipendente dalla specie, risulta
sempre variabile tra i 40 e gli 80 cm. Fiorisce con fiori bianchi
stellati a 5-6 petali con stami giallo tenue.

Come si coltiva
Il peperoncino può essere coltivato in balcone, seminando da
febbraio a marzo in una cassettina contenente terriccio da semina e
trapiantando poi la pianta all’aperto in aprile – maggio, quando
è alta 10 cm circa.
Date le misure della pianta occorre che esse vengano interrate alla
distanza di 10-15 cm l’una dall’altra ed eventualmente protette
nelle zone più fredde, in modo da mantenerle ad una
temperatura di minimo 19 gradi. I frutti si raccoglieranno da
giugno fino a novembre.

Alessandro Pozzi

Articoli correlati