Una ciliegia tira l’altra

Giugno: con l’estate arriva la ciliegia. Bella, buona, dieteticha e ricca di virtù.

Di stagione da maggio a luglio, la ciliegia
è nota per le sue proprietà benefiche: è un
potente depurativo del sangue e disintossicante, drenante del
fegato e delle tossine, è antinfettiva, antibatterica e
lassativa. Contiene zuccheri ma in una forma (levulosio) adatta
anche agli obesi e ai diabetici, ed è praticamente priva di
grassi e proteine: l’ideale in un regime dietetico. Contiene
vitamine A, B e C, sali minerali e oligoelementi preziosi (zinco,
rame, manganese, cobalto). L’amarena, più acidula e
amarognola della ciliegia, contiene le sue stesse proprietà,
ma esaltate al massimo grado.

Ammiccanti e gustose, le ciliegie si coltivano principalmente in
Puglia, Campania, Veneto, Emilia Romagna, Lazio. Le specie che
hanno dato origine a tutte le varietà coltivate ai giorni
nostri sono due, il Prunus avium (la ciliegia dolce) e il Prunus
cerasus (l’amarena).

In tutte le varietà, dal Durone nero di Vignola, alla Mora
di Cazzano, al Graffione bianco, alla Malizia Campana e così
via, le ciliegie hanno la particolarità di non proseguire
nella maturazione dopo la raccolta. Vanno acquistate ben mature,
con i frutti turgidi e il picciolo fresco, per assicurarsi il
massimo dal punto di vista del gusto e dei principi nutritivi.

Una curiosità. La tradizione vuole che le ciliegie si
mangino entro il giorno di San Giovanni, il 24 giugno: superata
questa data, con il caldo afoso e l’eccessiva maturazione, possono
facilmente ospitare piccoli vermetti bianchi, detti appunto
“giovannini.

 

Paola Magni

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