Una “dolce” storia di cooperazione

Storia dello zucchero e delle sue origini

Esiste uno stretto legame Colonizzazione e canna da zucchero:
sin dai primi anni della conquista delle Americhe, la presenza di
piantagioni di canna da zucchero è strettamente legata alla
presenza degli schiavi, “importati” dall’Africa per tagliare la
canna.
E grazie al lavoro degli schiavi, lo zucchero di canna comincia a
comparire sulle mense delle ricche famiglie europee, nei primi anni
del 1500.

I paesi delle colonie cominciano così a divenire la riserva
di zucchero per i paesi europei e, anche dopo la fine della
schiavitù, il lavoro nelle piantagioni continua a imporre
condizioni durissime con salari da miseria.

Diversi paesi del Sud del mondo, in seguito alla monocultura
imposta dai colonizzatori, dipendono ancora oggi dall’esportazione
dello zucchero, coltura su cui vengono concentrate tutte le risorse
di terreni e manodopera.
Cuba, Brasile, Thailandia, Filippine sono oggi tra i principali
produttori e lo zucchero è per loro una risorsa vitale!

Dal 1800, però, la scoperta del processo che permette di
ricavare lo zucchero dalla barbabietola ha messo decisamente in
secondo piano la canna da zucchero sullo scenario del mercato
mondiale; per non parlare della tendenza di questi ultimi anni da
parte dei paesi occidentali a ridurre il consumo di zucchero in
favore di dolcificanti e sostituti chimici.

Tutto questo, in una situazione di dipendenza dalla monocoltura,
è oggi causa di enorme miseria per le popolazioni
locali.

Ma lo zucchero può essere anche fonte di benessere, sia per
i produttori che per i consumatori. Come nel caso dello zucchero di
canna integrale, importato attraverso i canali del commercio equo e
solidale. Lo zucchero integrale non subisce alcun trattamento
chimico e deriva semplicemente dalla concentrazione del succo della
canna da zucchero.

A differenza dello zucchero bianco, sia esso di barbabietola o di
canna, lo zucchero integrale conserva sali minerali importanti per
la nutrizione, completamente assenti negli zuccheri raffinati che
si trovano normalmente sul mercato.
Allo stesso tempo lo zucchero del commercio equo e solidale fa bene
anche ai lavoratori dell’Ecuador e delle Filippine che lo coltivano
e che ne ricavano un guadagno dignitoso, vendendolo a prezzi fino a
otto volte superiori a quelli del mercato tradizionale. E
così il consumo dello zucchero diventa una dolce storia di
cooperazione…

Giovanna
Salvini

Cooperativa Chico Mendes

 

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