Una nuova carta di credito per guadagnare con l’ambiente

Ok. Avete fatto il pieno di benzina. Poi, la spesa; e ci sono le bollette della luce. E magari poi pensare al viaggio aereo…

Ebbene. In un futuro (anche prossimo) potremmo far poi la coda
(per
pagare
) con due carte di credito. Una, la solita.
L’altra, la nuova idea di Richard Starkey del Tyndall Centre per la
Ricerca sul Clima si chiama DTQ (Domestic Tradable Quotas):
è la nuova “carta
carbon credit
“. Il progetto, presentato al parlamento
inglese, è stato molto ben accolto: la nuova carta conta ‘le
emissioni di anidride carbonica’ d’ogni cosa che facciamo. Se
sforiamo una ragionevole quota, dovremmo pagare… ma se ne
risparmiamo, potremmo “essere pagati” da chi la sfora!

“Così potremmo coinvolgere le persone nell’obiettivo di
riduzione delle emissioni di CO2 e far nascere un sentimento
comune, un obiettivo partecipato, pubblico” ha dichiarato il suo
ideatore.

Il sistema “Domestic Tradable Quotas” in effetti consiste
nell’applicazione del sistema dei carbon credit: in Europa 12.000
grandi aziende e istituzioni sono già entrate nel
sistema regolato dall’UE Emissions Trading Scheme

(ETS). L’idea DTQ semplicemente
estende il concetto al pubblico
, a ognuno di noi.

“Per far calare alle emissioni, ci sono solo due cose da fare. O
tassare, o razionalizzare – ha dichiarato David Fleming alla BBC –
mettere nuove tasse, carbon tax, non sembra un’idea molto buona
perché ha ricadute sull’economia. Tutto il male che facciamo
al clima c’entra con l’energia, ma l’idea di mettere nuove tasse
sulle forniture è già stata definita ridicola.
Quindi, non ci resta che razionalizzare”.

Articoli correlati
Salviamo i ciclisti

The Times ha lanciato la campagna in seguito a un grave incidente che ha coinvolto Mary Bowers (nella foto), una giovane giornalista. Ma i ciclisti britannici caduti sulle strade negli ultimi dieci anni, sono stati oltre 1.200. Così alcuni cittadini hanno deciso di chiedere alla politica di impegnarsi per salvare gli amanti della bicicletta. Nello