Una passione a prima… lettura

Intervista a Beatrice Masini, autrice di libri per ragazzi e traduttrice di “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, “Harry Potter e il calice di fuoco” e l’ultimo “Harry Potter e l’ordine della Fenice”.

Scrittrice di libri per bambini e ragazzi, traduttrice e consulente
editoriale per la Fabbri nel settore dei libri per ragazzi,
Beatrice Masini è stata la mano abile e la mente fantasiosa
che ha tradotto dall’inglese gli ultimi tre libri di Harry
Potter.

Appassionata lettrice e “grafomane” fin da piccola, il tocco giusto
per riuscire con successo nell’impresa lo ha conquistato scrivendo
i suoi primi 11 romanzi per bambini e ragazzi, tra cui i più
noti: “Fango su e Fango giù”, “Olga in punta di piedi”,
“Signore e signorine” e l’album illustrato: “Una sposa buffa
buffissima bellissima”.

Hai scelto tu di tradurre questo libro o ti è stato
proposto?

La proposta mi è stata fatta dall’editore, che è
anche uno dei miei editori, visto che io scrivo libri per ragazzi.
Ho cominciato a tradurre dal terzo volume della saga, proseguendo
poi con il quarto e il quinto.

Conoscevi già la storia e il personaggio?
Avevo già conosciuto il primo libro di Harry Potter in
italiano e il secondo volume in inglese – perché non volevo
aspettare la traduzione! – e mi erano piaciuti molto. Quindi la
richiesta mi ha trovato entusiasta.

Sei stata contenta di dover fare questa traduzione?
Sì, anche se va detto che quando ho cominciato il terzo
volume, nell’autunno del 1999, il caso Potter non era ancora
esploso, stava giusto montando. Quindi ad attrarmi non è
stato il clamore, con polverone pubblicitario e lampi di flash, ma
il libro in sé.

Quanto tempo è stato necessario?
Un traduttore si prende il tempo che l’editore gli concede: a volte
è tanto, più spesso è lo stretto
indispensabile. Per i libri precedenti c’è stato più
tempo; per questo, atteso tanto a lungo, i tempi si sono ristretti.
Ho lavorato un po’ più di due mesi. Per fortuna c’era
l’estate di mezzo.

E’ un libro che può essere letto anche da solo o è
necessaria la conoscenza delle vicende precedenti?

La signora Rowling si premura sempre di informare il lettore sugli
eventi più importanti successi nelle puntate precedenti,
anche se giocoforza lo fa in modo conciso. Chiunque può
entrare nella vita di Harry Potter in qualunque momento, ma certo
è meglio leggere i libri tutti in fila: si partecipa di
più, si colgono allusioni e sfumature che altrimenti
andrebbero perdute.

Si sente che è passato ancora un anno, cioè si
sente che i personaggi “sono cresciuti” (problematiche
adolescenziali ecc.)?

Certo che sì. Harry ha quindici anni e si comporta da
adolescente: è scorbutico, irascibile, impulsivo, crede che
tutti ce l’abbiano con lui, nessuno lo capisce… come da
repertorio. E poi c’è un po’ d’amore e parecchio scontro fra
sessi, ci sono incomprensioni e liti epocali da ragazzini veri.

Quale è secondo te, il segreto di questo successo e di
questo personaggio?

Il fatto che non sia perfetto. Harry Potter è un ragazzino
come tanti, la magia lo rende sì speciale, ma sa benissimo
che ci sono cose che non possono essere fatte senza l’appoggio di
legami forti, dei suoi amici o degli adulti più
significativi per lui. E’ questo suo aspetto di umanità che
lo rende vicino a tutti i lettori.

E agli adulti che lo hanno letto e apprezzato, allora, secondo
te perché è piaciuto?

Perché è una lettura non particolarmente impegnativa.
Succede spesso che libri concepiti per ragazzi abbiano successo
anche tra gli adulti, come per esempio “La gabbianella e il gatto”,
di Sepulveda. Perché gli adulti hanno un profondo bisogno di
evasione. Non per fuggire, ma per… fare un giretto in un mondo
parallelo prima di tornare ad affrontare la realtà.

 

Articoli correlati
Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro

La letteratura ha un potere immenso, semplici simboli convenzionali uniti in una certa maniera come in una formula alchemica danno vita a risultati sorprendenti, capaci di generare rivoluzioni non meno potenti di quelle dettate dalla scienza.