Una rivista per il dialogo religioso

“La Stella del Mattino” nasce come strumento di collegamento interno a un’esperienza concreta di dialogo interreligioso proposta e animata dal monaco zen Jiso Forzani e dal missionario saveriano p. Luciano Mazzocchi.

La rivista che dirigi esiste da cinque anni, ma ha avuto un lungo periodo di gestazione, insolito per una semplice rivista, in cui si sono incontrati cristianesimo e buddhismo zen. Ce ne racconti la storia?
“La Stella del Mattino” nasce, infatti, una decina di anni fa come strumento di collegamento interno a un’esperienza concreta di dialogo interreligioso proposta e animata dal monaco zen Jiso Forzani e dal missionario saveriano p. Luciano Mazzocchi. Entrambi erano rientrati in Italia dopo un lungo periodo di permanenza in Giappone. Il primo, con i suoi confratelli italiani e Koho Watanabe, abate del monastero di Antaiji, intraprendeva un’attività missionaria buddhista nel nostro Paese; il secondo, dopo aver conosciuto e apprezzato la sensibilità religiosa del Giappone, si impegnava a far conoscere al mondo cattolico il valore di quella religiosità. Il periodico (inizialmente si chiamava “Il vangelo e lo zen”) consisteva di poche pagine fotocopiate in cui venivano fornite informazioni sullo svolgimento dei ritiri mensili presso la casa-madre di Galgagnano (alle porte di Lodi), proposti commenti ai Vangeli della domenica alla luce dello zen e traduzioni dall’originale di alcuni testi del maestro zen giapponese Dogen. Cinque anni fa avviene il cambiamento. A un gruppo di laici frequentanti la casa-madre viene proposto l’incarico di gestire il periodico. Nasce quindi un gruppo redazionale che inizia a lavorare elaborando nel corso degli anni per proprio conto il senso di un’esperienza di dialogo religioso.

Comunque non è una semplice rivista, da sfogliare e poi accantonare. Il sottotitolo della rivista è “laboratorio per il dialogo religioso”, che cosa intendi esattamente?
La parola laboratorio vuol indicare che si tratta innanzitutto di un spazio di ricerca e di esperienza, non vantiamo di sfornare un prodotto bell’e pronto da consumare; se vogliamo è un posto dove si svolgono attività artigianali, a cui anche i lettori sono invitati a partecipare. Non è un prodotto anonimo, di massa e in serie, destinata al grande mercato (culturale e/o religioso) ci piace pensarlo proprio in relazione a ciò che s’intende come dialogo religioso. Dove dialogo e religioso vanno presi insieme. Non c’interessa riferirci esclusivamente all’area, tutto sommato ristretta, relativa al dialogo fra le confessioni religiose (oggi fin troppo in auge e forse di moda), ma rivolgerci prima di ogni altra cosa alla natura intima, aurorale, del dialogo, alla relazione dialogica con la vita; tutto ciò visto e vissuto a partire da quella sensibilità nei confronti della vita e della morte che ne manifesta l’aspetto religioso, precedente ogni dichiarazione di appartenenza a questa o quella confessione religiosa: è il dialogo che sa essere religioso. Fare laboratorio significa allora esplorare il senso genuino di cosa intendiamo dire quando nominiamo la parola ‘religione’, esponendoci in prima persona, senza adagiarci su presupposizioni o definizioni precotte.

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La Stella del Mattino è una rivista che promuove il dialogo interreligioso © Aaron Burden/Unsplash

È nata come momento di incontro e di scambio tra cristianesimo e buddhismo zen, è ancora questa la linea dominante?
La rivista cambia e si trasforma così come cambia e si trasforma la vita.

È nata come momento di incontro e di scambio tra cristianesimo e buddhismo zen, è ancora questa la linea dominante?
La rivista cambia e si trasforma così come cambia e si trasforma la vita. Ma uno dei filoni da sempre presenti è appunto quello del buddhismo zen. Ad esempio le traduzioni e i commenti ai testi di Dogen continuano. Recentemente abbiamo inaugurato una collana che abbiamo chiamato “Quaderni della Stella del Mattino”. Il primo fascicolo, curato da Mauricio Yushin Marassi e scritto da Paolo Sacchi insieme a Roberto Kengaku Pinciara, s’intitola Sedersi in pace ed è interamente dedicato alle difficoltà fisiche che incontrano molte persone nella pratica dello zazen e al modo di affrontarle e gestirle. Oggi la rivista non ospita solo contributi provenienti dallo zen o dal mondo cattolico. Si possono incontrare riflessioni provenienti da altre vie: dal buddhismo della Pura Terra, all’induismo, all’islam, all’ebraismo, a filoni minori del mondo cristiano, come per esempio l’esperienza quacchera. Così come hanno degno spazio approcci più direttamente collegati al contesto laico, non identificabili in una particolare confessione religiosa. Anzi, riguardo a ciò concordo con quanto hanno detto figure autorevoli quali Enzo Bianchi, il cardinale Martini o Norberto Bobbio: la distinzione tra credenti e non credenti non regge, non vi sono primogeniture, chiunque sia sinceramente motivato è invitato a prendervi parte. La distinzione semmai è tra idolatri e non idolatri, tra pensanti o non pensanti. E tutti siamo invitati a riflettere criticamente su quanto di non pensante e di idolatrico si cela nel rapporto che ha con la vita.

Ci puoi fornire infine alcune notizie tecniche sulla rivista?
Ha periodicità trimestrale e viene distribuita quasi esclusivamente per abbonamento. È divisa per sezioni: “In cammino”, dedicata strettamente al rapporto con le tradizioni religiose; “Natura”, che riflette sulla crisi ecologica; “Et cetera”, che propone considerazioni su temi difficilmente incasellabili; “Canzoniere”, dedicato alla poesia e “Fabula”, al racconto; “Gutenberg”, che propone schede librarie. Diversi sono i collaboratori abituali, tra cui personaggi di primo piano nel mondo del dialogo religioso, come ad esempio Raimon Panikkar. Chi desiderasse altre informazioni lo preghiamo di scriverci. L’indirizzo della redazione è il seguente: via Martiri della Cagnola, 69, 26832 Galgagnano (LO). L’indirizzo e-mail è questo: [email protected]. Siamo presenti anche su internet con un nuovo sito in via di arricchimento (www.lastelladelmattino.org).

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