Una serra senza l’effetto serra

Un gioco di parole che calza a pennello per la serra fotovoltaica più grande d’Italia. L’impianto è stato realizzato dall’azienda lombarda Mitsubishi Eletric.

Continua la simbiosi tra agricoltura e fotovoltaico: una serra
che si sviluppa su di una superficie di 15 mila metri quadrati
(quasi tre campi da calcio) nelle campagne bresciane, con integrato
un tetto fotovoltaico. Grazie alle sue dimensioni, si colloca tra
le più grandi installazioni d’Italia. In
questo modo i raggi del sole vengono sfruttati sia per produrre
energia, sia per far crescere frutta ed ortaggi: un perfetto
esempio di integrazione.

L’installazione eviterà 760 tonnellate di
emissioni di CO2
in atmosfera, il tutto grazie ad un
impianto fotovoltaico composto da 4.800 moduli, forniti da
Mitsubishi Eletric, che produrranno un milione di KWh l’anno. Cifre
elevate per una grande opera.

L’installazione è stata realizzata dalla Ray
Energy
, azienda lombarda specializzata proprio in grandi
impianti. Un investimento pari a 5 milioni di euro, chiavi in mano,
che, grazie al Conto Energia, potrà essere ammortizzato in
10 anni ammortizzati. L’impianto è stato studiato per durare
nel tempo. Non si prevede infatti alcun tipo di intervento per
almeno 20 anni.

“La particolarità di questo impianto – spiega Gualtiero
Seva, Division Manager di Mitsubishi Eletric
è la totale integrazione architettonica dell’impianto. I
moduli fotovoltaici, infatti, sostituiscono integralmente gli
elementi di copertura della serra. In questo modo non è
stata compromessa la fruibilità del terreno sottostante, che
può continuare ad essere coltivato”.

Il soffitto e la struttura interna sono state studiate per
consentire ad una maggiore quantità di luce di penetrare
all’interno della serra, cancellando di fatto la copertura creata
dai moduli. L’altezza è di 5 metri,
superiore alle classiche serre, mentre le cerniere utili a far
circolare l’aria in momenti di grande calura sono state progettate
per aprirsi verso l’interno, in modo da non andare a coprire le
stringhe dei moduli.

Insomma un perfetto esempio dove progettisti, investitori,
fornitori, hanno lavorato all’unisono per favorire lo sviluppo nel
campo delle energie rinnovabili.

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