Unire le energie per le rinnovabili

A Bonn si

Come conclusione dell’incontro di quattro giorni i delegati
delle 154 nazioni partecipanti hanno sottoscritto la Dichiarazione
di Bonn. Questa consiste in una presa di posizione a favore
dell’energia ricavata da sole, vento, acqua e biomasse per ridurre
la dipendenza da petrolio, carbone e gas. In una parte politica della
dichiarazione
viene definito un programma d’azione
internazionale
arrichito con dei consigli politici su
come portare avanti nel modo più fruttuoso il mercato delle
fonti rinnovabili, considerando le realtà differenti nei
vari paesi del mondo. In una parte riservata alle raccomandazioni sono
raccolte delle indicazioni pratiche su come accelerare lo sviluppo
di questo mercato nel Nord e nel Sud del mondo.

Ogni paese partecipante presentava i suoi progetti, programmi e
interventi avviati al riguardo. Secondo Legambiente l’Italia spicca
per l’inconsistenza dei progetti presentati. Si tratterebbe –
“è il caso ad esempio dei tetti solari – di minestre
riscaldate o di azioni di basso profilo”. Erano presenti numerosi
paesi africani e asiatici che fino ad oggi non dispongono di un
sistema energetico efficiente e che per colmare il “gap” hanno
messo in cantiere importanti proggetti basati su fonti rinnovabili.
Questi paesi hanno la possibilità di saltare una tappa
adottando direttamente un sistema incrociato di rinnovabili. Al
convegno risultava comunque diffusa la consapevolezza che
continuare a puntare sulle fonti energetiche fossili non ha futuro,
che altre tecnologie vadano sviluppate e adottate per forza di
cose.

Un argomento importante discusso durante i quattro giorni è
quello delle sovvenzioni pubbliche. All’interno dell’Unione Europea
vengono tutt’oggi elargite qualche decina di miliardi all’anno per
sostenere le fonti energetiche fossili. Il carbone per esempio ha
avuto nel 2001 dei finanziamenti per 29 miliardi di Euro
all’interno di 15 nazioni Ue! Un controsenso rispetto al traguardo
comune sulla diffusione delle fonti rinnovabili. Visto che
l’economia privata sta mostrando scarso interesse, i finanziamenti
pubblici e una promozione politica consistente sono di importanza
basilare per avviare un vero sviluppo del settore. Considerando che
un terzo dell’umanità sta apettando l’accesso a qualche
fonte energetica contemporanea, questo processo dovrebbe venir
accelerato.


Rita Imwinkelried

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