Uno a zero per i cacciatori

La lobby dei cacciatori gode di molta comprensione presso l’attuale governo. Due leggi sono attualmente in Commissione per essere modificate a loro piacimento.

La prima modifica riempie di tristezza, la seconda di
rabbia.

Con la prima le regioni dovrebbero essere delegate per permettere
la caccia in deroga. Significa che possono autorizzare l’uccisione
di qualsiasi specie di animale in qualsiasi periodo dell’anno. E’
un segreto aperto che così i cacciatori avranno il tanto
agognato permesso per uccidere piccoli uccelli come fringuelli,
passeri, peppole e le specie protette dall’Unione Europea, tra
questi gli uccelli migratori come il beccaccino, la beccaccia o il
tordo.
Ammazzare un fringuello con una cartuccia, grande e pesante quasi
come lui, per poi aver da mangiare una manciata di ossicini, sembra
tanto il retaggio di tempi passati, quando ai poveri contadini non
rimanevano altre vie per procurarsi della carne. E quando il
passaggio degli uccelli migratori provenienti dall’Africa verso il
Nord Europa significava una manna per chi non sapeva con che cosa
sfamare la propria famiglia numerosa.
Oggi questo tipo di caccia è indice di un atteggiamento
prepotente o di un attaccamento sbagliato alle “tradizioni”.
Inoltre contrasta con una direttiva CEE che mette sotto protezione
i piccoli uccelli migratori. E’ successo già più
volte che la Corte di Giustizia europea ha condannato il nostro
paese proprio per non aver fatto rispettare questa direttiva.

Con la seconda modifica il governo vuole dare al ministero
dell’Ambiente il mandato per ridisegnare i parchi e le zone aperte
alla caccia. Diventerebbe così possibile introdurre la
proposta di legge Brusco, anch’essa in commissione Ambiente della
Camera in questi giorni. Se la proposta passasse, la caccia
sarà estesa nei territori dei parchi, dove vivono animali
particolari come il lupo e l’orso, la cicogna nera e l’aquila
reale. Dal momento che i parchi sono un rifugio oltre che per gli
animali anche per i cittadini che amano la natura, la cosa pesa
doppiamente.

Rita
Imwinkelried

Articoli correlati