Uomini… ma che peso!

Quanto ci sostiene la nostra vecchia Terra? Qual

Da oggi siamo in debito. Con la Terra.
Mangiamo, guidiamo, buttiamo. Concimiamo con sostanze chimiche,
produciamo materiali trasformando fonti fossili, gettiamo i rifiuti
nelle discariche, nei fiumi, nei mari. In una parola: inquiniamo.

Ogni nostra attività ha un impatto
sull’ambiente
, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, dal
primo di gennaio al 31 di dicembre.
Ma la Terra, quanto ci sostiene?

Gli studiosi della New Economy Foundation (Nef), che ha sede a
Londra, si sono premurati di calcolarlo per la prima volta nel
1987. Allora la cara vecchia Terra riusciva a supportare la nostra
presenza per quasi tutto l’anno: il cosiddetto Ecological Debt Day
(o Overshoot Day), cioè il giorno in cui
l’impatto ambientale umano non è più sostenibile per
il pianeta
, iniziava il 19 dicembre.

Il guaio è che, con gli anni, il giorno del debito
ecologico è stato anticipato costantemente. Quest’anno, ad
esempio, il pianeta non è più in grado di sostenerci
a partire dal 9 ottobre.

In proposito è intervenuto Andrew Simms, della Nef.
L’esperto sostiene che l’umanità stia commettendo due grandi
errori:
da un lato impediamo a milioni di persone di avere accesso alla
terra, al cibo e all’acqua potabile
; dall’altro
mettiamo in pericolo il meccanismo del pianeta che permette la
sopravvivenza dello stesso genere umano.

La soluzione? Sempre secondo Simms dovremmo chiedere di meno al
pianeta, cercare di ridurre l’impatto ambientale delle
attività umane,
lavorare per limitare i rischi del riscaldamento
globale
.
Come ha intenzione di fare la Gran Bretagna, “maglia nera” della
ricerca della Nef. Pare che il debito ecologico del Regno Unito,
quest’anno, sia iniziato addirittura il 16 aprile.
Per rimediare, il governo inglese ha promesso che entro il 2020
alzerà al 20% (rispetto al 4 attuale) la percentuale di
energia ottenuta da fonti rinnovabili.
E noi?

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