Uomo di Pechino: i primi strumenti medici dell’umanit

I reperti trovati a Zhou Kou Tian a sud di Pechino sono i primi strumenti medici utilizzati dall’uomo, anteriori ad ogni altro utensile medico

Zhou Kou Dian è una cittadina cinese che dista circa
cinquanta chilometri a sud di Pechino. Una collina nelle sue
vicinanze è stata per secoli meta di ricercatori di ossa di
animali fossili ed è per questo fatto che è stata
chiamata la “Collina delle ossa di drago”.

Tra i 460 mila e i 230 mila anni or sono, un clan umano conosciuto
come l’Uomo di Pechino visse ininterrottamente in questo vasto
antro, dove scorreva un ramo del fiume Zhou Kou. L’Homo erectus
pechinensis, precursore dell’Homo sapiens, stabilì dunque
una società umana proprio in questa zona e vi abitò
stabilmente per 230 mila anni. I depositi fossili risalenti alla
sua esistenza (detriti, reperti e manufatti) presentano uno
spessore di circa quaranta metri e illustrano l’evoluzione sia
morfologica che sociale verificatasi all’interno del clan nel corso
dei millenni.

Fu una società umana capace di cacciare in gruppo grosse
prede, di raccogliere vegetali, di mantenere sempre vivo il fuoco
acceso in ampi bracieri scavati nel fondo della grotta e, quanto al
tema di questo articolo, di percorrere lunghe distanze per
procurarsi quarzo di vena e cristallo di rocca, le materie prime
necessarie alla lavorazione di asce, raschiatoi, punte, bulini,
lesine, via via nel tempo più precisi e minuti. Si
trattò dunque di una cultura che aveva le basi e le
capacità per concepire e attuare vie per interagire con la
malattia.

Nei periodi più recenti della vita dell’uomo di Pechino,
vale a dire tra i 300 mila a 230 mila anni or sono, i manufatti
litici si fanno assai più minuti, intorno ai quattro
centimetri di lunghezza, leggeri e appuntiti. Si tratta di
strumenti che oltre a fare da punta a frecce e lance, si prestano
ad essere agilmente manovrati per praticare pressioni,
scarnificazioni, interventi curativi di carattere sciamanico, volti
a riscaldare mediante sfregamento le zone dolenti del corpo e al
tempo stesso a scacciare i demoni penetrati nel paziente,
considerati la vera causa di malattia.

Questi strumenti dunque non venivano utilizzati esclusivamente per
fini terapeutici, ma in modo diverso a seconda dei singoli bisogni.
Tuttavia, le testimonianze sono chiare nell’attribuire una funzione
curativa ai minuscoli manufatti e reperti litici di Zhou Kou Dian,
che sono dunque da considerarsi i più antichi strumenti
terapeutici dell’ umanità, anteriori di parecchi millenni
rispetto ad altri analoghi appartenenti alle altre culture
umane.

Carlo Moiraghi

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