Verso la regolamentazione della Naturopatia

Evoluzione per il riconoscimento ufficiale della Naturopatia in Italia.

1984/85: i Verdi iniziano a parlare per primi di Tecniche di medicina non convenzionale. Tale iniziativa incontra moltissime opposizioni, le stesse che si manifestarono anche in sede del Parlamento europeo.

1986: nasce la prima Scuola di Naturopatia in Italia, a opera del dottor Rudy Lanza.

1991: il dottor Lanza inizia uno studio con il CNEL, Comitato Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che prevede una commissione per monitorare le professioni emergenti interloquendo con il Parlamento per le possibili proposte di legge in quel contesto. Con il CNEL vengono effettuate diverse riunioni a Roma, per valutare le competenze di questi professionisti, fra cui anche quelli rappresentati dalla figura del Naturopata. Si crea una commissione di studio, per la valutazione dei profili legati alla figura del Naturopata.

1997:il progetto Lannoye viene votato e per questo progetto metteva in evidenza la validità delle medicine non convenzionali e il fatto che, per questo, dovevano essere configurate attraverso uno statuto giuridico. La responsabilità di questa regolamentazione viene attribuita ai singoli stati, che avrebbero dovuto decidere, in modo però sinergico gli uni con gli altri, in che modo ufficializzare le Tecniche di medicina non convenzionale.

1993: l’onorevole Galletti è il primo a portare in Parlamento una proposta di legge per la questione delle Medicine non convenzionali. All’inizio la proposta sembra voler conferire solo ai medici la possibilità di esercitare le Terapie non convenzionali. A questo punto, il gruppo di Naturopati e Scuole di Naturopatia cercano di creare una unità di intenti, per far presente anche l’esistenza di numerose tecniche (non solo la Naturopatia, ma anche lo shiatsu, chiropratica, osteopatia, ecc.) che non sarebbero state del tutto legittimo mettere nelle mani dei soli operatori medici. L’onorevole Galletti unisce le due proposte: quella riservata ai medici e quella per operatori non medici, per procedere così alla loro regolamentazione. Purtroppo non si riesce ad arrivare a votare per la proposta prima della fine di quella legislatura. Da allora non si sono fatti passi avanti in questo contesto.

1999: viene redatta una prima bozza (che agli Atti verrà segnata come proposta di legge n. 73), seguita da successive bozze, definite da altre realtà, come quella, per esempio, dei medici, convocati per collaborare a questa proposta. Lavorando insieme, in questi ultimi tre anni, si sono assemblate diverse proposte in questa ultima che ora, il 15 ottobre 2002 è stata definitivamente approvata. Questa legge non solo chiarifica la situazione degli operatori non medici, ma anche quella dei medici, visto che, dal punto di vista giuridico in Italia, un medico che si occupa di Medicina non convenzionale non è ancora regolarizzato. Infatti, è ancora vietata l’applicazione di tutte quelle terapie non convenzionali che non vengono insegnate alla Facoltà di Medicina! Sebbene queste terapie vengano ormai largamente proposte dai medici, in caso di danno al paziente, le sentenze della Magistratura danno però torto ai medici che le applicano, al posto di utilizzare un presidio scientifico convenzionale. La medicina non convenzionale, infatti, non è ancora equiparata alla medicina convenzionale, per cui anche i medici si trovavano nella situazione di necessitare tale chiarimento, oggi finalmente ottenuto nella Regione Piemonte. Con la legge Angeleri Suino (legge regionale 24.10.02 n. 25) si è infine arrivati al primo riconoscimento delle Tecniche di medicina non convenzionale per il personale medico e per quello non medico.

Arrivati a questo punto i prossimi passi da effettuare nella Regione Piemonte saranno quelli di determinare con chiarezza l’iter formativo che una scuola di Naturopatia dovrà offrire per preparare degli operatori competenti e accreditati. In contemporanea si sono portati avanti progetti analoghi nelle regioni Liguria, Lombardia e Veneto, per promuovere progetti regionali, che mirino alla regolamentazione delle Discipline non convenzionali.

Marina Ricci

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