Raccolta differenziata

Vetro, qualità riciclabile

Il riciclo del vetro sta migliorando costantemente ed è stato superato l’obiettivo minimo dell’1,5 % fissato dal decreto Ronchi. La situazione potrebbe migliorare con servizi di raccolta differenziata monomateriale.

E’ tanto fragile eppure tanto resistente. Se dovessimo scegliere un
oggetto da portare nel futuro un bicchiere di vetro sarebbe una
scelta originale ma anche la più esemplare. Infatti, questo
comune oggetto da cucina, ovviamente custodito in un luogo
antiurto, potrebbe essere ritrovato intatto fra tremila anni. Non
solo, oltre ad essere resistente, il vetro è un materiale
ecologico sia in fase di utilizzo che di riciclo: non è
inquinante, perché chimicamente inerte; è
riutilizzabile ed è riciclabile.
Eppure l’Italia, di fronte all’emergenza rifiuti, che ha sommerso
gran parte del centro-sud, non sposa ancora completamente la strada
del riciclo. Certo le cose vanno meglio rispetto al passato, ma si
potrebbe fare di più, partendo da nuovi sistemi di raccolta
differenziata.

La fotografia che emerge dai nuovi dati sulla produzione e sul
riciclo del vetro nel 2002, diffusi da Assovetro (l’associazione
degli industriali del settore) e Coreve (Consorzio recupero vetro)
mostra un paese a tre velocità: il Nord, che recupera il 71%
del vetro complessivo, il Centro fermo ancora al 18%, il Sud
ancora più indietro (11%).

L’anno appena trascorso segna, però, un miglioramento
rispetto al passato. È stato superato, infatti, l’obiettivo
minimo dell’1,5 % fissato dal decreto Ronchi, con 1.036.000
tonnellate di vetro riciclate a fronte di 3.330.000 prodotte e di
un consumo nazionale di 2.010.000.
Le cose andrebbero meglio, per Assovetro e Coreve, se i Comuni si
dotassero di servizi di raccolta differenziata monomateriale
(prevedendo cioè cassonetti dove depositare esclusivamente
contenitori di vetro), così come si sta sperimentando con
successo in alcuni quartieri romani.
“La raccolta multimateriale, – sottolineano le associazioni –
consente il riciclo di appena il 65% del vetro raccolto. Il
restante viene perso a causa della commistione con altri materiali,
quali ceramica o metalli, che lo rendono irrecuperabile”.
Ulteriori difficoltà potrebbero arrivare dalla proposta di
direttiva europea che fissa il limite minimo di riciclo, da
raggiungere entro il 2008, al 60%. L’Italia nel 2002 si è
fermata al 50.
Per gli industriali del vetro la proposta è penalizzante
“perché stabilisce obiettivi differenziati tra i vari
materiali d’imballaggio: 60% vetro, carta e cartone, 50% metalli,
22,5% plastica”.

Silvia Perdichizzi

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