Via libera al cemento dopo gli incendi?

Era passato un emendamento alla Finanziaria 2003 in cui si dava la possibilit

La Legge Finanziaria 2003 è la legge più importante
perché distribuisce gli stanziamenti per tutte le
attività dello Stato, dall’istruzione alla sanità,
dalle forze di polizia alle strutture pubbliche, e decide i
prelievi fiscali. Perciò è una legge che gode di un
binario preferenziale nel Parlamento, procede più veloce, ed
è “blindata”.

Nella notte del 22 ottobre, nel pieno della discussione in
Commissione Bilancio, un senatore propone un emendamento. E passa.
“Col parere favorevole di relatore e governo, e’ passato un
emendamento della Casa delle Libertà che permette di
costruire sulle aree colpite dagli incendi”. La denuncia scatta
immediatamente dalle opposizioni, ed è ripresa da tutta la
stampa!

“Si potrà costruire sulle aree incendiate”, riportano i
titoli dei giornali. Ma come, ci si chiede, in Italia la quasi
totalità degli incendi è di origine dolosa, e solo
poche settimane prima il ministro dell’Interno Pisanu nell’incontro
di Ferragosto con i vertici delle forze di polizia aveva detto che
dietro gli incendi dolosi c’era l'”ecomafia”! “L’Italia deve
fronteggiare “una vera e propria industria del fuoco – aveva
dichiarato -. Un interesse speculativo dell’ecomafia e
dell’ecocriminalità, attualmente oggetto di specifici
approfondimenti investigativi”. Parole del ministro dell’Interno,
di poche settimane fa. Poi…

Poi è passato l’emendamento 32.373 in Commissione Bilancio
al Senato, firmato da Luigi Grillo (Forza Italia): senatore ligure,
eletto a La Spezia. E proprio la Liguria è la regione
più a rischio per gli incendi secondo la Commissione Europea
e dove, non più tardi di una settimana prima, era divampato
per giorni un incendio gravissimo nell’entroterra di Sestri Levante
che ha minacciato abitazioni e persone. L’emendamento aggiunge un
comma all’art. 32, quello sul condono edilizio, che abroga il
quarto periodo dell’art. 10 della Legge 353 del 2000, ovvero della
Legge Quadro sugli Incendi Boschivi. Il quarto periodo recitava:
“è inoltre vietata per dieci anni”, sulle zone boscate e i
pascoli percorsi dal fuoco, “la realizzazione di edifici
nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad
insediamenti civili ed attività produttive”. Abrogato.
Insomma, scompariva il divieto di costruire, per i dieci anni
successivi, sulle aree boschive colpite dagli incendi.
“L’approvazione dell’emendamento presentato dal Senatore Luigi
Grillo che cancella l’art. 10 della Legge Quadro sugli Incendi
Boschivi (l.353/2000) è un fatto gravissimo – ha commentato
il Magistrato di Cassazione Maurizio Santoloci, vicepresidente del
WWF – il Senato elimina in un sol colpo la parte più
importante e innovativa della Legge Quadro sugli Incendi che
avrebbe permesso di rallentare la morsa del fuoco sui territori
boschivi con un forte deterrente per episodi che sono per la
maggior parte dolosi e legati a interessi speculativi”.

Anche dopo una prima rilettura dal parte del Governo, il via libero
al cemento sulle aree incendiate era rimasto nel testo del
maxidecreto. Lo confermava in Senato il viceministro dell’Economia,
Mario Baldassarri, il 28 ottobre mattina, prima del voto. Il
maxiemendamento del Governo non avrebbe infatti corretto
l’emendamento. Ma in quelle ore convulse, poco prima
dell’approvazione finale (su cui era stata posta la fiducia), il
testo è stato ancora una volta riscritto. Confermato quindi
il divieto decennale di edificare su aree incendiate!

Ora, mercoledì prossimo, il testo sbarca a Montecitorio.

Articoli correlati