Viaggi di lavoro: una marcia in pi

La volont

Il comune denominatore di multinazionali e piccole e medie
imprese (pmi) in questo periodo è la propensione al
risparmio. La riduzione dei costi rappresenta l’obiettivo
principale di quasi ogni azienda italiana e il settore del business
travel è quello che ha subito i maggiori cambiamenti.
Più che organizzare viaggi, il travel manager ne deve
contenere le spese.

 

Ma sono pochi gli addetti ai lavori che hanno pensato di
adottare politiche di sostenibilità per raggiungere questo
risultato. Secondo l’indagine condotta da Cisalpina Research attraverso questionari
sottoposti alle oltre 2500 aziende che compongono la banca dati di
Cisalpina Tours – a cui vanno aggiunte le società del
network LifeGate che ha contribuito inoltrando le domande anche al
proprio portfolio – il 66 per cento degli intervistati ha ammesso
di non aver adottato accorgimenti per rendere i viaggi di lavoro
più green.

 

Le cause del ritardo

Le motivazioni risiederebbero nella scarsa conoscenza dei
benefici, nella limitata propensione al cambiamento e nella paura
di dover affrontare costi elevati in questo periodo di crisi.
Così sempre secondo Cisalpina Research sono meno della
metà (45%) le pmi che utilizzano un calcolatore della CO2
per monitorare le emissioni e, di conseguenza, identificare
soluzioni meno inquinanti. Nessuno (solo il 4%) adotta policy
ecologiche nella scelta di hotel e alberghi.

 

Al contrario, le due politiche ambientali più diffuse
sarebbero l’adozione di mezzi di trasporto alternativi
all’automobile come il treno (59,7%) e la diffusione di biglietti
digitali e programmi di viaggio comunicati via posta elettronica
(53,7% – Fonte: elaborazione Altis 2012 riportata da Greenbusiness).

 

I vantaggi delle green policy

Si diceva: scarsa conoscenza dei benefici delle green policy.
Ma le poche imprese, soprattutto di grandi dimensioni, che le hanno
adottate hanno potuto godere di vantaggi sostanziali, sia economici
che reputazionali, rispetto ai competitor. Sempre secondo Altis
2012 al primo posto c’è proprio la riduzione de costi del
viaggio, seguito da un miglioramento dei rapporti con gli
stakeholder (portatori di interessi). Perché la stima delle
persone che vivono e lavorano sul territorio dove l’impresa ha sede
è un valore che non si può quantificare, ma che
diventa un costo insormontabile quando è assente.

 

Il percorso è ancora in salita, ma esistono
realtà che possono aiutare le aziende a rendere il viaggio
meno “pesante”. Basta non aver paura di cambiare e di essere tra i
primo a farlo.

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