esperimento…viaggio nel tempo

Esperimento condotto in Belgio, su un gruppo di volontari. La tesi è stata che Il ricordo e l’immaginazione attivano le stesse aree cerebrali.

Ricorda tutte le parole ascoltate e la sequenza di quelle
pronunciate. Muoviti se è necessario, come ti sei già
mosso allora. E se le parole tornano alle labbra lasciale uscire,
come hai già saputo fare. Il tuo cervello ricorda ed
è in grande attività: l?ippocampo e i distretti della
corteccia temporale, parietale e prefrontale si scambiano un flusso
di informazioni. Ma l?esperimento non finisce qui. Ancora uno
sforzo per te: concentrati sul tuo futuro, su una proiezione di te
da lontana almeno dieci anni da ora. Vivifica questa proiezione al
massimo. Luce, suoni, odori, le persone intorno e le loro
espressioni, le parole che dirai e quelle che ti saranno dette.
Immagina i gesti e se ti è spontaneo compili. E se le parole
affiorano alle labbra lasciale uscire. Il tuo cervello immagina ed
è in grande attività. Le aree che lavorano sono le
medesime aree di prima, gli stessi medesimi neuroni.

L?esperimento che hai fatto è stato condotto in Belgio,
all?Università di Liegi, su un gruppo di volontari. La tesi
è stata che Il ricordo e l?immaginazione attivano le stesse
aree cerebrali. La creatività messa nell?elaborazione del
ricordo è la stessa che usiamo per immaginare il futuro. I
neurologi hanno concluso che tanto più una persona era in
grado di riportare alla memoria un ricordo tanto meglio sarebbe
stata in grado di immaginare il futuro. Fra i volontari chi aveva
ricordi opachi e sbiaditi aveva anche una scarsa messa a fuoco
delle proprie potenzialità. Un malato di Alzheimer è
in grave difficoltà a immaginare cosa farà domani non
solo a ricordare cosa ha fatto ieri.

Questo è importante. Il fallimento di un progetto
desiderato per il nostro futuro rischia spesso di colare a picco
perché non ci siamo concentrati sui singoli aspetti che lo
avrebbero nutrito. Oppure tendiamo a fidarci di impressioni ed
esperienze recenti senza tessere insieme tutte le informazioni.
Una sorta di prospettiva accorciata, senza respiro. Un progetto con
vita breve, troppo breve per perdurare nel tempo. Un matrimonio che
naufraga alla prima crisi, un lavoro di gruppo che fallisce alla
prima discussione, una vita vissuta alla giornata senza reale vera
prospettiva.

Per avere successo bisogna vedere il successo che avremo, per
perseguire il progetto è necessario vederne il coronamento.
E? se non è una virtù innata può essere almeno
un esercizio. Pertanto concentrati, ricorda e immagina.

Non dimenticare il futuro: la saggezza delle
piante

Gingko Biloba
Una pianta che è tutte le piante, un seme che è tutti
i semi. Il Ginkgo è un capolavoro genetico, l?unico seme che
ha attraversato i millenni, l?unico che si è perpetuato
dalla preistoria ad oggi. La foglia assomiglia a un palmo di mano,
le inflorescenze sono odorose. Una pianta particolare di cui esiste
l?esemplare maschio e quello femmina. Il Ginkgo ha sfidato il tempo
ed ha vinto, le sue foglie erano fra i dinosauri e oggi sono nei
nostri viali. E? la pianta più studiata per i disturbi
cognitivi, per i deficit di memoria e per migliorare la perfusione
cerebrale. Uno studio condotto su oltre 300 pazienti con Alzheimer
ha mostrato un netto miglioramento della valutazione geriatrica e
neurologica dopo trattamento con 240 mg al giorno di estratto di
Ginkgo.

Sequoia
Una pianta che è una strategia: resistere. Il Gingko ha
posto fiducia nel seme e nella sua conservazione nel tempo. La
Sequoia ha questa fiducia in sé stessa, al suo centro.
Vecchia di mille e mille anni eppure in piedi. Ha visto la cometa
su Gesu? ed è qui a osservare noi. Ha un segreto, dicono i
botanici: una corteccia di oltre 30 centimetri che la rende
inattaccabile. Parassiti, malattie e fuoco non possono vincerla. E?
una strategia più difficile di quella del Gingko, adatta
alle vere roccaforti. Autoconservazione, centratura, protezione dei
centro vitale. Le sue gemme, raccolte a primavera, sono destinate a
migliorare il tono energetico, stimolano del sistema immunitario,
sostengono nell? affaticamento e nella depressione reattiva.

Salvia del Deserto
Una pianta che è una visione. L?Artemisia Tridentata
è una pianta sacra agli Indiani d?America. Le sue piccole
foglie profumate erano bruciate nelle cerimonie sacre per
allontanare li cattivi spiriti, per fugare le influenze dannose e i
sentimenti di debolezza e rinuncia. Nei fumi della Salvia l?anima
ritrovava fiducia, il guerriero guadagnava forza, il malato
alleggeriva la sua pena, il cacciatore vedeva la corsa del bisonte.
E chi aveva perso la strada trovava soccorso in un nuovo spirito
guida. Se usate fare meditazione accompagnatevi al profumo della
Salvia del Deserto.

Clematis
E? il fiore per chi dimentica i dettagli, perde concentrazione,
offusca il passato e pertanto dimentica il futuro. Le nuvole sono
un luogo incantato dove stare, se di nuvole possiamo vivere. Ma se
le occasioni continuano a scapparci di mano, perdiamo efficacia e
risoluzione allora quattro gocce di questo fiore fanno per noi,
quattro volte al giorno.

White Chestnut
Una vita sulle montagne russe o se preferite su una sinusoide.
Prima in vetta poi da capo: senza linea di base. Forse troppo
umorali, per lo più iperattivi ma a tratti apatici.
Prospettiva a bassa tensione capace di infiammarsi e poi spegnersi
in un bicchiere d?acqua. Se vi addormentate aquile e vi svegliate
passerotti il fiore dell?ippocastano è per voi, sempre
quattro gocce per quattro volte al giorno.

Dottoressa Stefania Piloni

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