Vincolo o svincolo?

Bruttissima idea del ministro per la Funzione pubblica Luigi Nicolais: in pratica c’

Per costruire, restaurare, ristrutturare edifici in aree
vincolate è necessaria un’autorizzazione scritta del
ministero. Per farlo, chi intende cementificare deve fare richiesta
al ministero stesso, che ha un tempo limitato per rispondere.
In caso di mancata risposta, secondo la proposta del
“silenzio-assenso”
l’autorizzazione si intenderebbe
concessa.

Una situazione del genere potrebbe portare un decisivo
incremento dell’abusivismo edilizio, piaga che in Italia affligge
anche alcuni dei 41 siti “patrimonio dell’umanità”, come i
Sassi di Matera, sotto cui è stato da poco costruito un
parcheggio, l’area delle Ville Palladiane, dove è prevista
la costruzione di un’autostrada o le Cinque Terre, dove il comune
di Corniglia ha in progetto l’edificazione di 42 villette con
piscina.

Il problema, molto serio, ha portato l’Unesco a denunciare la
situazione, minacciando di espellere dalla
World Heritage
, la lista dei siti “patrimonio
dell’umanità”, le nostre aree più colpite da questo
tipo di degrado ambientale.

Immediate le risposte del governo: la senatrice Vittoria Franco,
presidente della Commissione Cultura del Senato, sottolinea che
l’Italia, proprio per l’importanza del suo patrimonio culturale, ha
il dovere di tutelarlo, anche per motivi di carattere economico. Il
turismo culturale è, infatti, una “fetta” molto rilevante
dell’economia del nostro Paese.

Ha preso una posizione anche il ministro dell’Ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio, che ha incaricato delle indagini il Comando dei
Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e l’Osservatorio sui
Crimini Ambientali, con l’intento di ristabilire al più
presto la legalità e il rispetto dei vincoli ambientali
nelle aree interessate.

Chiara
Boracchi

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