Viviamo al di sopra delle possibilità

Sono stati resi noti i primi dati del Millennium Ecosystem Assessment, un rapporto sugli ecosistemi commissionato dall’Onu e realizzato in quattro anni da 1360 scienziati di 95 nazioni.

“Esistono le risorse scientifiche per far fronte alla sfida” ha
dichiarato Jacques Diouf, direttore generale della Fao,
l’organizzazione che ieri ha presentato a Roma, insieme al
Wwf, il rapporto
poco edificante sugli ecosistemi. Che aria, terra e acqua si stanno
allontanando sempre di più da uno standard di qualità
adatto alla salute di persone, animali e piante, si può
intuire leggendo i giornali e ascoltando la tv. Con questo rapporto
arriva la conferma di uno stato dei fatti che corrisponde a quello
dipinto dalle organizzazioni ambientaliste e ritenuto da molti
esagerato. Millenium Ecosystem Assestment è stato preparato
a Washington, sotto la supervisione di una commissione diretta da
Robert Watson, scienziato capo alla World Bank e consigliere
scientifico della Casa Bianca!

Qualche numero: 15 dei 24 ecosistemi esaminati sono in declino.
Negli ultimi 25 anni si è perso ca. il 35% delle foreste di
mangrovie, il 20% delle barriere coralline è andato perso e
un altro 20% ha subito dei danni.

Per soddisfare la richiesta di cibo, acqua, legname, carburante
e fibre, negli ultimi 60 anni è stato rivendicato più
terra per l’agricoltura che nei secoli 18esimo e 19esimo messi
insieme. Attualmente ca. 24% della superficie terrestre viene
coltivata.

Il prelievo di
acqua
da laghi e fiumi è raddoppiato negli
ultimi 40 anni e attualmente si fa uso del 40-50% dell’acqua dolce
disponibile sulla terra, in alcune zone si attinge addiritura alle
falde acquifere profonde che difficilmente si rinnoveranno. I fiumi
portano molto meno acqua a causa delle dighe e dello sfruttamento
per irrigare i campi e per altri usi.

Un quarto degli stock ittici sono
sovrasfruttati
. In alcune zone la pesca rende cento
volte meno che nel periodo prima
della pesca industriale
. I grossi predatori marini
sono diminuiti del 90%, il 12% delle specie di uccelli sono
estinte.

Negli ultimi vent’anni è stata utilizzata più
della metà di tutti i fertilizzanti a base di azoto prodotti
a partire dal 1913, quando sono nati. Dal 1960 al 1990 è
quasi triplicato l’uso di fertilizzanti a base di fosforo.

Una sempre più grossa fetta della popolazione mondiale
vive in città basandosi sulle tecnologie avanzate.

La natura non è qualcosa da visitare nelle gite
domenicali, avvisano gli scienziati. La conservazione di spazi
naturali non è un lusso ma una questione di sopravvivenza.
Andando avanti come negli ultimi decenni, fra 40 anni si
presenterà una situazione critica per la sopravvivenza di un
ecosistema adatto alla vita umana e animale. Parola di scenziati
vicini alla Casa Bianca, non solo di associazioni ambientaliste.

Rita Imwinkelried

Articoli correlati