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Semi OGM: le voci contrastanti

Voci contrastanti sui semi OGM tra Ministro e Confagricoltura.

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Semi OGM: lo scorso dicembre, con un coraggioso scatto di reni, il Ministro
Gianni Alemanno aveva decretato la “tolleranza zero” contro le
sementi geneticamente modificate: in Italia non sarebbe mai dovuto
arrivare neanche un chicco di mais OGM.

In realtà, oggi la Coldiretti lancia l’allarme per conflitto
di interessi (anche qui!?…) sui controlli delle sementi importate
che mette a rischio la semina ‘OGM-free’ per mais e soia.

Tutto si è scatenato a seguito di una circolare dell’Agenzia
delle Dogane inoltrata agli uffici portuali nella quale si avvisa
che il dicastero farà controlli di campionamento e
diagnostica solo sul 15% dei carichi importati. Il resto dei
controlli lo si demanda agli uffici di Sanità Marittima e
quelli di fitopatologia presenti nei porti. Subito dopo c’è
stata una nota del Ministero della Salute dove si riscontra che “le
materie prime vegetali destinate alla semina non rientrano tra le
attribuzioni della direzione”, mentre gli uffici di fitopatologia
portuali non dispongono di strumenti e tecniche adeguate per
affrontare le competenze loro assegnate.

“Una situazione inaccettabile” ha affermato il presidente della
Coldiretti Paolo Bedoni” perché provoca lo scarico delle
responsabilità sulle imprese agricole. La mancanza di
chiarezza della pubblica amministrazione minaccia il rispetto della
normativa vigente e non tutela le imprese agricole. Inoltre la
massiccia importazione – dall’estero – di sementi di soia e mais
del 2002 (stimate rispettivamente 8.800 e 17.600 tonnellate) in
gran parte proveniente dai paesi e rischio OGM e l’insufficienza
dei controlli, potrebbero trasformarsi in un via libera all’entrata
del seme biotech. “Da parte nostra” continua la Coldiretti
“continueremo e rafforzeremo la campagna Semina Sicura”.

Di tutt’altro avviso la Confagricoltura, secondo cui invece i semi
che stiamo oggi importando “non sarebbero sufficienti” e
perciò bisogna introdurre una soglia di tolleranza per gli
OGM! Alla faccia del rispetto della legge e di noi consumatori
consapevoli!

La questione è che la Confagricoltura starebbe ricevendo da
parte delle proprie unioni provinciali segnalazioni sulla
difficoltà da parte delle grandi case sementiere di
garantire l’assoluta assenza di organismi geneticamente modificati
nei semi venduti agli agricoltori.

“Purtroppo – dicono in Confagricoltura – si è verificato
quanto avevamo previsto e che era inevitabile accadesse in un paese
come il nostro, fortemente dipendente dall’esterno per le sementi
di mais e soia.”

Allora l’organizzazione agricola non trova niente di meglio da
proporre che una soglia di tolleranza per la contaminazione da OGM.
“E’ inutile – insiste Confagricoltura – assumere posizioni di
assoluto e intransigente rigore, quando poi non si è grado
di garantire i requisiti richiesti”.

“Tutto ciò a scapito degli agricoltori” conclude
Confagricoltura.

Insomma, secondo Confagricoltura, siccome è difficile
trovare partite di semi non contaminati da OGM, tanto vale
tollerarne un po’. Ma solo un po’, precisano.

Non siamo d’accordo.
Tutto ciò non va “a scapito degli agricoltori”. Va a scapito
nostro. Del nostro ambiente, dei nostri prodotti tipici e di
qualità, della nostra salute. Della nostra serenità.

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