Voglia di Dolomiti in Val Badia (Bz)

Un mondo a parte, conservato nel tempo, in cui natura e uomo vanno d’accordo senza soffocarsi, una millenaria esperienza di convivenza. La Val Badia

La Val Badia inizia per chi arriva da sud al Passo Campolongo, si
distende in una conca verde dove è adagiata la cittadina di
Corvara, per poi allungarsi una trentina di chilometri verso nord e
sbucare in Val Pusteria, a S. Lorenzo presso Brunico. Essa gode di
un’identità geografica notevole, in quanto è un solco
di confine fra le Dolomiti Orientali e le Dolomiti Occidentali.
Al di là di questi caratteri generali, la Val Badia è
soprattutto un’inconfondibile espressione della natura, difficile
da dimenticare. Il tipico paesaggio alpino perfetto e senza
sbavature ritratto dalle cartoline, qui trova invece una
collocazione concreta e uniforme anche fuori dall’inquadratura di
obiettivi fotografici studiati e selettivi. Il verde austero degli
abeti scende deciso verso i colori brillanti e solari delle conche
erbose. Piccoli nuclei abitati si arrampicano con i loro prati e
campi coltivati e geometrici sui fianchi della valle, sorvegliati a
vista da imponenti bastioni di roccia nuda. Poi lassù, sotto
alle crode dolomitiche, si stagliano lontani gli alpeggi
montani.
Un mondo a parte, conservato nel tempo, in cui natura e uomo vanno
d’accordo senza soffocarsi reciprocamente in una millenaria
esperienza di convivenza. La Val Badia oltretutto si ramifica in
numerose piccole valli laterali, che arricchiscono ulteriormente il
suo patrimonio naturalistico e le relative possibilità di
escursionismo.

Il nostro itinerario è rappresentativo delle
potenzialità ambientali offerte dalla zona, un esempio
esauriente dei suoi innumerevoli tracciati di trekking. Tempo di
percorrenza: ore 2,30. Dislivello: 570 m.
Il percorso parte dal piccolo centro abitato di La Villa
(Stern), Alta Val Badia; un sentiero ben tracciato sale il versante
orientale del Monte Gardenaccia fino all’omonimo rifugio, balcone
panoramico sul sottogruppo di La Varella e della Croda di S. Croce.
Si parte dalla chiesa del paese (1477 m), dove un cartello ci
indirizza al segnavia n. 11 a bandiera rosso-bianco-rosso
(itinerario n. 28 della cartina). Il sentiero si alza subito in
forte pendenza fino al bosco sopra a La Villa (1525). Poco oltre si
fiancheggia Plotten, abitato d’alta quota fra fienili e
profumi di montagna. Oltre l’ardesia dei tetti emergono abeti rossi
e larici e noi puntiamo proprio lì. Sotto agli alberi ci
accoglie un rado ma fragrante sottobosco di mirtilli. Al vicino
incrocio, circa a 40 minuti di cammino da La Villa, pieghiamo a
destra, lasciando alla nostra sinistra la stradina che sale dalle
frazioni di Ruac e Fontanaccia. Numerosi macigni ricoperti di
muschio fanno oramai parte del bosco, sembrano una sua creatura
come le piante e gli animali. In realtà annunciano le
pietraie di materiale detritico scaricato dalle crode. Il tracciato
infatti si inerpica con sostenuta pendenza a zig-zag in direzione
delle pareti rocciose che cingono l’altipiano della Gardenaccia. Si
cammina lungo i ghiaioni fino alla base dei contrafforti chiamati
dai locali Pera da Lavazza; dal precedente incrocio è
trascorsa un’ora e 10 minuti di tempo. La salita si addolcisce e
piega a sinistra verso sud. Di fronte a noi svetta il Gruppo della
Croda di S. Croce, mentre più a sud si slanciano le torri
rocciose di La Varella e Conturines. Il sentiero fiancheggia un
tratto di parete rocciosa, poi si infila in una piccola valle
laterale ghiaiosa risalendo in 30 minuti un canalone fino ad una
biforcazione della valletta stessa.
Da qui in 35-40 minuti arriveremo a destinazione.
Imbocchiamo il ramo principale, a sinistra, che guadagna
velocemente la costa della montagna. I segnavia ora si inoltrano in
un rado bosco alla nostra destra affacciato direttamente sulla
conca di prati che ospita il rifugio Gardenaccia (2045
m).
Eccoci sull’omonimo altipiano, in un ambiente sereno, aperto sulle
cime dell’Alta Val Badia. Da nord a sud lo sguardo si posa sul
Gruppo della Croda di S. Croce, con in primo piano la Cima Dieci,
Punta Cavallo, e il Sasso della Croce; poi Cima La Varella, severa
sentinella sulla Valle di S. Cassiano, quindi le cime di Fanis e il
Lagazuoi. A sud infine l’occhio spazia fino al ghiacciaio sul
versante nord della Marmolada. L’altipiano della Gardenaccia offre
molti spunti che invogliano a perlustrare e ad addentrarsi anche
emotivamente nella zona.

L’area appartiene al Parco Naturale Puez-Odle, in virtù
della sua preziosa fauna e flora e di una peculiare geomorfologia.
Ci troviamo su una superficie rocciosa interessata da
manifestazioni insolite di erosione atmosferica; si distinguono per
la loro stranezza alcuni rilievi dalla forma simile a coni
vulcanici. A questi si accompagna un secondo fenomeno geologico,
praticamente unico, noto come dislocazione di vetta. Si
tratta di monumenti naturali di roccia creati da sovrascorrimenti
di formazioni più antiche su strati rocciosi più
recenti. Il patrimonio faunistico del parco vanta la presenza di
esemplari rari quali l’aquila reale, il fagiano di monte, il gufo,
il gallo cedrone e la marmotta. Un angolo di mondo unico,
ingentilito in estate dalla fioritura di migliaia di
rododendri.

Yalmar Tuan

 

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