Tradizione senegalese

il venditore ambulante è tutt’altro che un lavoro di “fortuna” è una radicata tradizione senegalese, nel loro paese occupa una larga fetta della manodopera

Si è portati a pensare che gli africani, spinti dal miraggio
europeo, decidano di venire nel nostro paese e che,
successivamente, decidano di guadagnarsi la loro “dispence
quotidiane”(come la chiamano loro), “il pane” diremmo noi, con la
vendità di strada.

Ma l’ambulante, il venditore ambulante è tutt’altro che un
lavoro di “fortuna” o una scelta obbligata in mancanza d’altro,
è una radicata tradizione senegalese, un occupazione che,
nel loro paese, occupa una larga fetta della manodopera.

Ora, immaginatevi di essere in un grande parcheggio a Dakar, dove
duecento venditori ambulanti cercano di vendere la loro merce a un
migliaio di persone, che hanno, per evidenza geografica, poco
denaro da spendere.

E’ evidente, che per ognuno di essi, la possibilità di
esporre la propria mercanzia davanti ad una qualsiasi delle nostre
università, con “solo” venti colleghi e migliaia di
potenziali clienti ( tutti con un alto potere d’acquisto),
rappresenti un sogno, oltre che una concreta opportunità
lavorativa.

Alcuni, in seguito, decidono di intraprendere una carriera
“europea”, cercando di ottenere un posto fisso regolare,
acconsentendo di omologarsi alla nostra concezione, altri no,
sfruttano l’occasione, cercano di rimanere il più a lungo
possibile, in uno stato di clandestinità ma senza commettere
reati.
Credete li si possa biasimare?

Massimiliano
Percio

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