Yes, we… green

Il 4 novembre scorso

Sul sito di Al Gore, premio Nobel per la pace nel 2007 per il
suo impegno ambientale manifestato magistralmente nel film “Una
scomoda verità”, c’è scritto: “Obama victory signals
rebirth of US environmental policy”, la vittoria di Obama segna la
rinascita della politica ambientale statunitense.

E c’è da crederci. Il primo afroamericano alla Casa
Bianca sorprende tutti per la determinazione e la lungimiranza
dimostrate nell’affrontare le tematiche di sostenibilità
ambientale per risollevare l’economia del Paese e proteggere il
pianeta.

Attraverso il suo programma, infatti, Barak Obama non solo si
avvicina in modo straordinario agli obiettivi di Kyoto e
dell’Unione europea per la riduzione della CO2 in atmosfera – come
mai aveva fatto Bush in 8 anni di mandato -, ma promette anche di
creare 5 milioni di nuovi posti di lavoro proprio grazie allo
sviluppo delle energie rinnovabili e delle tecnologie rispettose
dell’ambiente, contrastando così la crisi economica in
atto.

Come l’obiettivo dell’UE è mettere in atto il cosiddetto
20-20-20, cioè riduzione del 20% di emissioni di CO2
rispetto al 1990, aumento del 20% delle energie rinnovabili e
aumento del 20% della produzione di biocarburanti, così il
programma di Obama è tarato sul 10-10-10, ovvero mettere
fine entro 10 anni alla dipendenza americana dal petrolio,
aumentare del 10% la produzione di energia rinnovabile nei prossimi
4 anni e ridurre in 10 anni del 15% i consumi di
elettricità.

Ancora più ambiziosi gli obiettivi per il 2050: tagliare
le emissioni dell’80% rispetto al 1990. Esattamente come previsto
dai piani UE ed auspicato dal UNDP (il programma delle Nazioni
Unite per lo sviluppo) per il Kyoto bis, di cui si discuterà
a Copenaghen, tra pochissimi mesi.

La notizia della prima azione concreta di Obama è proprio
di oggi: il neo Presidente ha, infatti, intenzione di dare il buon
esempio e di lasciare definitivamente in garage la sua Chrysler C
300, sostituendo l’intera flotta della Casa Bianca con veicoli
ibridi plug-in; promette inoltre un credito d’imposta di 5000
dollari per chi acquisterà veicoli a impatto ridotto.

Insomma, un programma che coniuga rispetto per l’ambiente,
avanzamento tecnologico e concreti benefici per l’economia. Una
politica che si spera possa fare da traino per tutti gli stati
della terra, generando un cambiamento positivo per l’intero
pianeta. Come recitava lo slogan di Obama in campagna elettorale:
“Yes, we can”.

Chiara Boracchi

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