Yoga e primavera

L’organo che contiene in sé la forza creativa e generante della primavera è il fegato, considerato dalla Medicina Tradizionale Cinese l’Imperatore

Negli occhi il mormorio della sorgente;
Nelle orecchie, il colore dei monti.
Un fiore sboccia,
E’ primavera ovunque
Zenrinkushu (maestro zen)

L’istinto di conservazione e di sopravvivenza che ha caratterizzato
i mesi invernali viene sostituito da quello vitale e di
rinnovamento. L’organo che contiene in sé la forza creativa
e generante della primavera è il fegato, considerato dalla
Medicina Tradizionale Cinese l’Imperatore, simbolo del coraggio e
dell’assunzione delle proprie responsabilità. A questo
organo si deve anche una corretta e libera circolazione del sangue,
nonché di purificazione e di disintossicazione.
Per favorire un armonico flusso dell’energia del fegato e per
facilitare la depurazione del sangue, Marina Brivio,
consiglia di praticare due asana e una piacevole meditazione.

Posizione del grande gesto:
Seduti a gambe divaricate, busto diritto piegare la gamba sinistra,
ginocchio a terra e tallone al perineo. Ruotare il busto verso la
gamba destra, espirando lasciarsi andare verso la gamba destra. Se
è possibile gli avambracci si appoggiano lateralmente alla
gamba a terra e il capo si appoggia alla gamba. Mantenere questa
posizione per una decina di respiri e ripetere sull’altro lato.

Respiro del pesce:
Seduti in una posizione corretta inspiriamo dalle narici senza
sforzo. Tratteniamo qualche secondo l’aria nella bocca, le gote si
gonfiano. Espiriamo di colpo a bocca spalancata aprendo gli occhi.
Se la nostra pressione arteriosa è regolare possiamo
progressivamente aumentare un po’ il trattenimento.

Meditazione:
Seduti in una posizione confortevole chiudiamo dolcemente gli occhi
e lasciamo che il filo sottile del respiro attraverso le narici ci
porti calma. Gli occhi della mente visualizzano alcune immagini di
primavera come il verde di piccole nuove foglie, un cielo terso, un
sole tiepido e dorato.

Daniela Milano

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