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Nato su iniziativa di A2A, il progetto Teti consente di rimuovere i detriti dai fondali senza svuotare i bacini, rispondendo alle sfide del climate change.
In Italia l’energia idroelettrica rappresenta da sempre una delle principali fonti energetiche green. Con una capacità installata di circa 21,5 gigawatt, copre tra il 35 e il 40 per cento della produzione totale da fonti pulite. Tuttavia, la sua generazione è soggetta alle condizioni meteorologiche, sempre più instabili e caratterizzate da fenomeni estremi: non a caso, lo scorso anno il fotovoltaico è diventato la prima fonte rinnovabile per generazione elettrica, superando il 42 per cento contro il 37,5 per cento dell’idroelettrico.
Nonostante questo mutamento di scenario, l’acqua resta una colonna portante e strategica nel panorama energetico nazionale. Ma i cambiamenti climatici la mettono sotto pressione da due direzioni opposte, sia pur strettamente connesse. Da un lato, a causa della siccità che riduce la disponibilità della risorsa idrica; dall’altro, per gli eventi meteo estremi: le precipitazioni intense accelerano l’erosione dei versanti montuosi, provocando un progressivo accumulo di sedimenti sul fondale dei bacini idroelettrici.
Fino ad oggi, per rimuovere i detriti e ripristinare la capienza degli invasi, la procedura standard si basava sulla fluitazione. Si tratta di un’operazione che richiede lo svuotamento dell’invaso e l’uso dell’acqua stessa per spingere il materiale a valle: un processo che comporta lunghi tempi di fermo, riduce la disponibilità idrica e impatta negativamente sul paesaggio e sulla fauna.
Per superare queste criticità, è nato il progetto Teti, attraverso un percorso di design thinking sviluppato all’interno di A2A. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, il Gruppo ha avviato la sperimentazione pilota – la prima in Italia – di un robot subacqueo progettato in collaborazione con la società francese Watertracks. Teti è un robot cingolato capace di operare direttamente sul fondale dell’invaso, spingendosi fino a circa 80 metri di profondità. Il suo funzionamento si articola in tre fasi chiave: due frese rotanti laterali smuovono i sedimenti dal fondo, che vengono poi aspirati da una pompa; il materiale viene quindi trasferito in un’area dedicata del bacino, lontano dalle prese d’acqua per evitarne l’ostruzione; il tutto mentre, attraverso una control room, gli operatori monitorano in tempo reale parametri come la portata e la concentrazione dei detriti.
Interamente alimentato ad energia elettrica, il robot lavora in modo sommerso con un cantiere di dimensioni contenute, evitando l’intorbidimento dell’acqua e salvaguardando la fauna lacustre. Soprattutto, la centrale resta sempre in funzione, eliminando lo spreco di risorse e i fermi produttivi. I primi esiti della sperimentazione confermano la validità della soluzione: a Cancano sono già stati rimossi oltre 10mila metri cubi di sedimenti.
In una fase storica in cui i fenomeni metereologici estremi rendono sempre più urgente la tutela dell’acqua come risorsa strategica, non solo per l’agricoltura e per gli usi potabili, ma anche per l’energia, questa iniziativa conferma il ruolo di A2A tra le aziende più innovative nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche. “Di fronte agli effetti del cambiamento climatico – spiega Renato Mazzoncini, Amministratore delegato di A2A – innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori. Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale”.
Inoltre, il progetto apre la strada verso una vera e propria filiera di economia circolare: l’obiettivo futuro è quello di superare la semplice rimozione dei sedimenti per avviarli verso il trattamento e il riutilizzo. Con questa iniziativa – promossa anche nell’ambito di A2A Life Ventures, il veicolo di open innovation del Gruppo – A2A si posiziona come il primo operatore in Italia a introdurre soluzioni robotiche subacquee per la tutela della risorsa idrica e dell’energia pulita.
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