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Adozioni responsabili, benessere quotidiano e tutela della fauna selvatica. Ecco tre modi per celebrare le creature del nostro Pianeta.
Nella giornata di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, si celebra anche la Giornata mondiale degli animali. Un tema, quello dei nostri fratelli pelosi, molto sentito nel nostro Paese, dove secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ne sono presenti ben 25,5 milioni distribuiti nel 37,7 per cento delle famiglie. Eppure, incrociando i dati di diverse associazioni, si stima che ogni anno ne vengano abbandonati circa 130mila, di cui 80mila cani e 50mila gatti.
Il rapporto “Animali in città” di Legambiente ha mappato 221 fra canili rifugio lungo lo Stivale, scoprendo che in media, ogni dieci cani entrati nelle strutture nel 2025, più di due non hanno ancora trovato una nuova famiglia. Un danno sia per il benessere del quattro zampe che per le casse degli enti locali. Lo sottolinea lo studio, intitolato non a caso “Il costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione”, secondo cui mantenere ogni ospite canino costerebbe circa 1.900 euro all’anno. Molto meno, invece, peserebbe investire sulla sensibilizzazione e la formazione dei cittadini: una strategia di prevenzione quantificata in una cifra compresa fra 100 e 250 euro.
Ma noi cosa possiamo fare? Ecco tre startup dell’ecosistema Lifegate Way impegnate a semplificare la vita agli animali e a chi vuole prendersene cura.
Fondata da Annamaria Barbaro e Lorenza Silvestri, Empethy è una realtà ormai consolidata nel campo del contrasto al randagismo. La piattaforma incrocia l’offerta di circa ottocento fra associazioni, volontari e rifugi con la domanda degli utenti in cerca di un cane o un gatto. A ciascuno il suo animale: la startup propone un test per calcolare l’indice di compatibilità abbinando l’adottante più adatto al partner, tenendo conto delle esigenze reciproche. Le persone interessate ad accogliere un pet per la vita in maniera consapevole possono anche contare sulla consulenza di esperti, veterinari, educatori e nutrizionisti. Oltre a ciò, grazie al programma corporate pet responsibility, le aziende entrano in gioco finanziando i rifugi e coinvolgendo i propri dipendenti nel volontariato in canile.
Co-fondata da Carlo Di Benedetto, TrusPet è un’app – attiva al momento su Torino e Milano – che mette in connessione i proprietari di cani e gatti con una rete di professionisti verificati e certificati come pet sitter, toelettatori, veterinari ed educatori cinofili per diversi servizi come affido, grooming, addestramento e pet care. L’utente può fare ricerche e selezionare il profilo più adatto alle proprie esigenze per categorie, prenotare il servizio e chattare con la persona cercata. In ottica di trasparenza e affidabilità, si possono anche lasciare e consultare feedback e recensioni creando una vera e propria community. Inoltre la piattaforma, grazie alla partnership con aziende e società di servizi specifiche, rappresenta un’occasione di visibilità per i professionisti del settore.
Cofondata a Parma dall’imprenditore digitale Matteo Zanlari, che ricopre il ruolo di Ceo, MyAnimal è una startup e società benefit che mette in rete le persone con enti del Terzo settore, rifugi, centri per il recupero di animali selvatici e santuari. Lo scopo è promuovere e favorire un rapporto etico e responsabile con il mondo animale, a cominciare dalla fauna selvatica. Tra i servizi dell’ecosistema digitale c’è il servizi di adozione a distanza tracciabile grazie a cui l’utente può donare il suo contributo per la cura dell’animale, ricevendone costantemente gli aggiornamenti. Oltre alla raccolta delle donazioni, la piattaforma propone corsi di formazione scientifica e lezioni sulla biodiversità e sulla tutela della fauna con esperti impegnati nell’ambito del benessere animale.
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