Impatto sociale

Cosa sono e come funzionano le benefit corporation, le aziende che fanno bene alla società

Le aziende devono pensare al profitto, ma ce ne sono alcune che hanno deciso di fare anche qualcosa per la società. Sono le benefit corporation o società benefit.

Qualsiasi azienda privata, senza alcuna eccezione, lavora per aumentare i propri profitti. Ma esistono anche aziende molto particolari, che non rinunciano ai profitti ma si danno una missione in più: fare qualcosa di buono per la società e per il pianeta. Queste aziende prendono il nome di benefit corporation (società benefit).

Cos’è una benefit corporation

Le benefit corporation sono una realtà molto giovane. È stato il Maryland, negli Stati Uniti, il primo paese a introdurre ufficialmente questa definizione, nel 2010. Ad oggi, sono trentadue gli stati americani che hanno adottato una legislazione specifica in materia. E da poco si è aggiunta l’Italia. Anche LifeGate, infatti, ha deciso di esserlo.

Di cosa stiamo parlando, nel concreto?

Per società benefit si intendono quelle aziende che sviluppano attività economiche che hanno effetti positivi sull’ambiente, sul territorio, sulle persone, sulla comunità. Tutto questo, guadagnando: cosa che le distingue in modo netto dalle no profit.

Le benefit corporation inseriscono nello statuto l'impatto sociale
Le società benefit possono operare in qualsiasi settore. L’importante è che, nello statuto, inseriscano l’impatto sociale. Foto © Geber86 / Getty Images

Cosa prevede la legge italiana

L’Italia si è dimostrata reattiva e all’avanguardia: è infatti il primo stato, al di fuori degli Stati Uniti, a mettere nero su bianco cosa si intende per benefit corporation. La novità risale all’inizio del 2015, quando è entrata in vigore una norma inserita nella legge di stabilità (legge 28 dicembre 2015, n. 208). Le società benefit, vi si legge, sono quelle che “nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse”.

Queste finalità devono essere inserite a pieno titolo nell’oggetto sociale. E devono essere perseguite cercando di volta in volta di bilanciare l’interesse dei soci con quello di tutte le altre persone e realtà che sono coinvolte, più o meno direttamente. Ogni anno le benefit corporation devono rendere conto di quello che hanno fatto per il bene comune, tramite una relazione da allegare al bilancio e pubblicare sul sito internet. Sulla base di una serie di metriche stabilite dalla legge, devono chiarire quali obiettivi si erano posta, cos’hanno fatto per raggiungerli (ed, eventualmente, perché non ci sono riuscite) e cosa hanno in programma per l’anno successivo.

Benefit corporation e B Corp non sono la stessa cosa

A prima vista, si potrà pensare che B Corp altro non sia che un sinonimo di benefit corporation. In realtà, sono due cose ben diverse. Una B Corp è una società, con qualsiasi forma giuridica, che ottiene una certificazione rilasciata da B-Lab, un ente no profit statunitense. Si tratta di una misura totalmente volontaria. L’azienda compila il questionario del Benefit impact assessment e B Lab assegna un punteggio alle sue politiche ambientali e sociali. Se raggiunge la sufficienza, arriva il titolo di B Corp. Una benefit corporation può essere anche una B Corp e viceversa; ma le due cose sono slegate l’una dall’altra.

Nel mondo ci sono oltre 2.000 B Corp in 50 paesi, che spaziano su 130 settori diversi. Quelle italiane al momento sono una quarantina, ma si stima che questo numero possa letteralmente triplicare nell’arco dei prossimi mesi. Sintomo di una sensibilità sempre più forte. E della determinazione a mettere in pratica i buoni propositi, facendo qualcosa di concreto per l’ambiente e per le persone.

Articoli correlati