50mila morti per il caldo estremo estivo in Europa, 13.300 in Italia

Due studi inglesi indicano il numero di morti per il caldo estremo nell’estate 2026: a Milano e Roma, 2.467 e 2.253 vittime.

Il caldo estremo che abbiamo vissuto nell’estate appena trascorsa ha ucciso più di 50mila persone in Europa, nelle aree urbane. A spiegarlo sono due studi scientifici pubblicati dall’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, i cui ricercatori hanno esaminato 854 aree urbane nelle quali vive circa il 40 per della popolazione complessiva dei paesi analizzati. Ovvero dei Ventisette stati membri dell’Unione europea, ai quali sono stati aggiunti Regno Unito, Norvegia e Svizzera.

È il dato peggiore degli ultimi 26 anni

Il dato complessivo è il peggiore mai registrato da quando vengono effettuate analisi di questo tipo, ovvero dal 2000, e gli autori degli studi spiegano che circa due terzi dei decessi è attribuibile ai cambiamenti climatici provocati dalle attività umane, a partire dalla combustione di fonti fossili (carbone, petrolio e gas). Il che significa che avremmo potuto evitare per lo meno una parte dei morti, se avessimo agito in modo drastico ed efficace per abbattere le emissioni di gas ad effetto serra.

Le analisi sono state effettuate incrociando i dati sulle temperature estreme raggiunte nelle città europee e quelli relativi alla relazione storica tra caldo e decessi constatata nel periodo compreso tra il 2000 e il 2026. “Questa metodologia – spiegano gli autori delle ricerche – produce risultati coerenti con le statistiche ufficiali sulla mortalità in eccesso successivamente pubblicate dalle autorità sanitarie nazionali”.

In estate picchi di caldo estremo a +12 gradi centigradi rispetto alla media 1991-2020

L’estate di quest’anno è stata caratterizzata d’altra parte da un susseguirsi di ondate di caldo estremamente violente e prolungate, esattamente come previsto dalla comunità scientifica. La stessa che avverte che nei prossimi anni la situazione non farà che peggiorare. “L’Europa occidentale – sottolineano in questo senso gli scienziati – ha registrato l’anomalia termica più elevata, con temperature estive complessive di circa 2,9 gradi centigradi superiori alla media del periodo 1991-2020”. E in alcune giornate il superamento ha toccato picchi di +12 gradi centigradi.

Un termometro segna 39 gradi a Lisbona, in Portogallo, durante un'ondata di caldo estremo
Un termometro segna 39 gradi a Lisbona, in Portogallo, durante un’ondata di caldo estremo © Horacio Villalobos#Corbis/Getty Images

Gli studi precisano che il numero di morti raggiunto nel 2026 ha superato in maniera nettissima i record precedenti: i valori più alti erano stati registrati nel 2022 (circa 29mila decessi) e nel 2003 (circa 28mila). Mentre lo scorso anno si era rimasti attorno a quota 15mila. Le analisi mostrano inoltre che il periodo in cui si è osservata la mortalità più elevata è stato quello compreso tra il 17 giugno e il 1 luglio, quando le temperature medie giornaliere in tutte le città dell’Europa occidentale erano stabilmente di oltre 5 gradi centigradi superiori rispetto alla media degli ultimi 40 anni.

Proprio le porzioni occidentali e meridionali del continente, come facilmente immaginabile, sono quelle che hanno patito le conseguenze peggiori in termini di decessi, ma anche paesi nei quali normalmente le estati sono meno roventi hanno registrato dati drammatici: nel Regno Unito, ad esempio, i morti sono stati circa 4.350.

I dati relativi all’Italia, il paese più colpito dal caldo estremo

Per quanto riguarda in particolare l’Italia, le grandi città appaiono in cima alla classifica dei decessi, con Milano (2.467 decessi stimati, 1.627 attribuibili ai cambiamenti climatici), Roma (2.253, 1.558 attribuibili), Napoli (1.845, 1.416 attribuibili) e Torino (720, 421 attribuibili). Le quattro più grandi città italiane appaiono rispettivamente al primo, terzo, quinto e ottavo posto nella classifica europea.

La classifica delle nazioni più colpite dal caldo estremo in Europa nell'estate del 2026
La classifica delle nazioni più colpite dal caldo estremo in Europa nell’estate del 2026 © Imperial College di Londra

Di conseguenza, il nostro paese nel suo complesso è nettamente quello che presenta il numero maggiore di morti: ben 13.300, di cui oltre 8.700 attribuibili ai cambiamenti climatici. Al secondo posto, la Francia ne conta “solo” 7.200; terza la Spagna con 6.800.

“È l’ennesimo monito sulla necessità imperativa di abbandonare le fonti fossili”

A preoccupare è inoltre il fatto che a perdere la vita non sono solamente le persone più anziane, e dunque più vulnerabili rispetto alle ondate di caldo estremo: si stima infatti che circa seimila persone di età inferiore ai 65 anni siano morte nelle aree urbane per via delle temperature troppo elevate. “Questi numeri rappresentano un crudo promemoria sul fatto che le nostre estati, sempre più calde ed estreme, stanno provocando un impatto sempre più grave sulla salute pubblica. Dietro queste statistiche ci sono persone che hanno perso la vita e famiglie che le piangono”, ha commentato Clair Barnes, esperta di fenomeni meteorologici estremi e cambiamenti climatici dell’Imperial College di Londra.

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Pazienti in cura in un ospedale di Nizza, in Francia, durante un’ondata di caldo estremo © Boizet E/Alpaca/Andia/Universal Images Group via Getty Images

“Si tratta – ha aggiunto – dell’ennesimo monito sia sulla necessità imperativa di adottare interventi mirati per proteggere coloro che sono più vulnerabili rispetto al caldo estremo, sia sulla necessità di abbandonare i combustibili fossili per rallentare il ritmo dei cambiamenti climatici e limitare il riscaldamento in futuro”.

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