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Secondo l’ultimo rapporto di The Lancet, la salute dei bambini subisce già oggi l’impatto dei cambiamenti climatici. E continuerà a farlo in futuro.
I cambiamenti climatici minacciano la salute di un numero crescente di persone nel mondo. E se non si agirà in tempo, a patire le conseguenze peggiori saranno i bambini di oggi, nel corso della loro intera vita. L’allarmante conclusione è contenuta nell’ultimo rapporto pubblicato dalla rivista medica The Lancet, intitolato “Conto alla rovescia per salute e clima”.
“I cambiamenti climatici – ha spiegato Nick Watts, principale autore del rapporto – caratterizzeranno la salute di un’intera generazione”. Nel documento, in particolare, i ricercatori avvertono: “Se lo stato delle cose non verrà modificato, e dunque si continueranno ad avere emissioni di CO2 elevate, un bambino che nasce oggi, quando avrà 71 anni vivrà in un mondo la cui temperatura media globale sarà di 4 gradi più alta rispetto ad oggi. Ciò rappresenterà una minaccia sulla sua salute per l’intero corso della sua esistenza”.
New study published in The Lancet shows that #climatechange is already damaging the health of children around the world and threatens to have a lifelong impact https://t.co/cP5R0Dvdjf
— successful GREEN (@GES_Team) November 18, 2019
Chi nasce oggi, infatti, non dovrà aspettare di essere adulto per cominciare a patire le conseguenze del clima impazzito. “I bambini sono particolarmente vulnerabili ai rischi sanitari legati ai cambiamenti climatici. I loro organismi e i loro sistemi immunitari sono ancora in fase di sviluppo, il che li rende più a rischio”, aggiunge Watts.
Il rapporto di The Lancet – che quest’anno si concentra proprio sui più giovani – ha preso in considerazione 41 indicatori-chiave ed è stato realizzato in collaborazione con 35 organismi, tra i quali l’Organizzazione mondiale della sanità, la Banca mondiale e una serie di università. Il testo spiega che chi sarà adolescente o un giovane adulto nei prossimi anni “sarà costretto a respirare un’aria più tossica”, a causa della combustione di carburanti di origine fossile così come per via del crescente numero di incendi. “Ciò può causare gravi conseguenze per organismi nei quali i polmoni sono ancora in fase di sviluppo”. Il che può portare “ad una diminuzione della funzione polmonare, ad un aggravarsi dei casi di asma, ad un rischio più importante di crisi cardiache e di ictus”.
Le conclusioni partono d’altra parte da dati incontrovertibili: “Le emissioni mondiali di CO2 causate dai combustibili fossili continuano ad aumentare. Nel periodo 2016-2018 lo hanno fatto del 2,6 per cento”. E “il numero di decessi prematuri legati alla presenza nell’aria di polveri sottili PM 2.5 continua ad essere pari a 2,9 milioni all’anno nel mondo”. Proprio per quanto riguarda il particolato, tra l’altro, l’Italia vanta un inquietante record negativo.
Health impacts of climate change on children don’t need exaggerating https://t.co/pDmSLnp6IL
— The Lancet Countdown on Health and Climate Change (@LancetCountdown) November 14, 2019
Marina Romanello, dovente presso lo University College di Londra, ha spiegato infatti all’agenzia Ansa che il nostro paese è primo in Europa e undicesimo al mondo per numero di morti dovute alle PM 2.5: “Solo nel 2016 sono state ben 45.600, con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro”. Nel Vecchio Continente il totale arriva a 281mila. Ma non è tutto. I cambiamenti climatici, secondo The Lancet, porteranno anche ad un aumento delle epidemie dovute a malattie infettive, per via del passaggio a condizioni più calde e più umide che favoriscono la proliferazione dei batteri. Ciò sarà particolarmente vero per quelli responsabili di malattie dell’apparato gastro-intestinale, come nel caso del colera.
Climate Change Poses Threats to Children’s Health Worldwide – The New York Times https://t.co/cNgaWZIViO
— The Lancet Public Health (@TheLancetPH) November 16, 2019
Il tutto sarà poi aggravato dall’aumento del numero di zanzare, vettori di numerose patologie: “L’impulso dei cambiamenti climatici renderà più veloce la propagazione di malattie virali trasmesse dagli insetti”. Un fatto che già si può toccare con mano: “Nove dei dieci anni più propizi alla trasmissione della dengue sono stati registrati a partire dal 2000, il che ha permesso alle zanzare infette di invadere anche nuovi territori in Europa”.
Infine, il rapporto sottolinea come una Terra più calda (e dunque più arida) possa rendere più difficile nutrire la popolazione mondiale. Si prevede infatti un calo dei raccolti e una crescita dei prezzi delle derrate alimentari. Con tutto ciò che questo può comportare per lo sviluppo fisico e intellettivo dei bambini.
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