L’Australia brucia, decine di incendi in due stati. Dichiarata l’emergenza

Decine e decine di incendi precoci stanno devastando l’Australia. Minacciata anche la metropoli di Sydney. Paura per il caldo e i venti sostenuti.

L’Australia è vittima di un’ondata eccezionale di incendi. Tanto gravi da aver convinto il governo a dichiarare lo stato d’emergenza in due stati. Da domenica scorsa, i vigili del fuoco sono stati chiamati a prepararsi ad un evento di rara intensità a partire oggi, martedì 12 novembre, con temperature alte e venti sostenuti.

“Situazione potenzialmente catastrofica in Australia”

I roghi hanno già ucciso tre persone e distrutto almeno 150 abitazioni. Sono almeno cento i focolai già attivi tra gli stati del Queensland e del Nuovo Galles del Sud. Le previsioni indicano tuttavia condizioni meteorologiche propizie al propagarsi degli incendi, che potrebbero arrivare a minacciare anche la metropoli di Sydney, nonché l’Australia occidentale. Già avvolta da un’irrespirabile nube tossica.

Le autorità hanno parlato di rischio di situazione potenzialmente “catastrofica”: “Nulla è costruito o concepito per resistere ad una situazione del genere”, ha avvertito Shane Fitzimmons, responsabile dei pompieri del Nuovo Galles del Sud. Il primo ministro dello stato, Gladys Berejiklian, ha disposto la chiusura di 350 scuole e ha chiesto all’esercito di fornire sostegno logistico ai pompieri. Finora sono stati impiegati 1.200 vigili del fuoco e 70 aerei lungo la costa del Pacifico.

Incendi Australia
Sono 1.200 i pompieri impiegati in Australia nel tentativo di domare gli incendi © Sam Mooy/Getty Images

Ciò nonostante, sono andati a fuoco 11mila chilometri quadrati. Nella giornata di oggi, martedì 12 novembre, la zona più colpita dovrebbe essere quella delle Blue Mountains, ad ovest di Sydney. Ma anche la valle viticola di Hunter e la regione di Illawarra. Nei dintorni di città come Rainbow Flat si sta procedendo all’evacuazione del bestiame.  

I cambiamenti climatici, la prima causa dei roghi

A causare gli incendi, secondo gli esperti, sono i cambiamenti climatici. Che generano temperature anomale, venti più forti del normale e ondate di siccità. Secondo Paul Read, esperto dell’università Monash, i roghi attuali sono “decisamente precoci rispetto al normale. E ciò si aggraverà quando si entrerà nel periodo estivo”.

Nello scorso mese di gennaio, infatti, la temperatura media è stata superiore ai 30 gradi in tutta l’Australia, facendo registrare record assoluti: fino a 49,5 gradi centigradi. Il governo conservatore è accusato di minimizzare il fenomeno e di non rispondervi in modo adeguato.

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