Sette tappe ad anello dalle colline del Barbaresco a quelle del Barolo. Una terra aspra, da attraversare lentamente, da Alba fino ai pascoli e alle cascine dell’Alta Langa.
Il turismo del futuro sarà quello che offrirà momenti da vivere, mostrando territori reali e comunità vive. Cresce l’interesse per le esperienze, il benessere e lo slow travel.
Il futuro del turismo passa dalla capacità di coniugare innovazione e valore delle relazioni: è quanto emerso dalla 63ª edizione di TTG Travel Experience e InOut | The Hospitality Community, le manifestazioni di Italian Exhibition Group che si sono tenute negli scorsi giorni alla Fiera di Rimini.
La manifestazione è cresciuta dell’8 per cento per l’area espositiva estera e dell’11 per cento per gli espositori. Sono stati 2.800 i brand espositori, oltre 1.000 i buyer e 15mila gli incontri d’affari. Si sono registrati il 30 per cento di espositori esteri diretti per un totale di 75 Paesi rappresentati, grazie anche all’ingresso di undici nuovi Paesi espositori: Repubblica Ceca, Croazia, Cipro, Moldavia, Filippine, Colombia, Bahamas, Kyrgyzistan, Giordania, Georgia e Venezuela. Il programma della fiera è stato scandito da 200 eventi, in nove arene tematiche, con oltre 400 relatori.
Con lo slogan “Exist. Sei sicuro di esistere davvero?”, il tema di questa edizione si è focalizzato sulla volontà di costruire esperienze reali, piene, vissute, in un tempo in cui la crescita fragile, le tensioni geopolitiche persistenti, la polarizzazione delle opinioni, del giudizio e la frammentazione dell’informazione ci mettono in una condizione di instabilità permanente e normalizzata. Nel turismo questo significa offrire momenti che non siano solo “instagrammabili”, ma memorabili perché vissuti, significa concepire il viaggio non come intrattenimento, ma come momento di riconnessione, significa mostrare il territorio reale, le comunità vive per fare esperienze vere.
Per quanto riguarda le tendenze rilevate da TTG Monitor, l’indagine condotta tra gli operatori della manifestazione, il 46,6 per cento degli intervistati prevede di utilizzare l’intelligenza artificiale per personalizzare le proposte di viaggio e il 43,4 per cento per la vendita diretta, ma la tecnologia non sostituisce il fattore umano: consulenza e fiducia restano decisive, soprattutto nella gestione degli imprevisti.
L’Italia guida le destinazioni più richieste (21,9 per cento), seguita dalle capitali europee (12,8 per cento) e dal Giappone (9,6 per cento). Cresce l’interesse per il turismo esperienziale, il benessere, il lusso e lo slow travel, mentre il budget più frequentemente indicato per la vacanza principale è compreso tra 3mila e 5mila euro a persona (36,6 per cento).
Il mercato ricettivo italiano nel 2026 ha raggiunto i 40,7 miliardi di euro (+5 per cento sul 2025) e quello dei trasporti 28,5 miliardi (+3 per cento), con l’eCommerce che pesa il 59 per cento nel ricettivo e il 79 per cento nei trasporti: sono le stime a pre-consuntivo dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano. Per il direttore dell’Osservatorio, Filippo Renga, la competitività degli operatori dipenderà sempre più dalla capacità di presidiare i canali distributivi e interpretare l’evoluzione della domanda. Il 42 per cento dei viaggiatori di 15 Paesi europei ha già usato strumenti di intelligenza artificiale: la Grecia guida con il 61 per cento, mentre l’Italia raggiunge il 44 per cento, in crescita di 11 punti rispetto al 2025. L’uso è più diffuso sotto i 45 anni, mentre il ricorso agli agenti AI per pagare o prenotare è ancora limitato.
Secondo il rapporto Nexi, i turisti stranieri hanno speso in Italia 16,2 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026, il 5 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli Stati Uniti restano il primo mercato con 2,55 miliardi (+7,3 per cento), ma la Germania è ormai a un passo, con 2,42 miliardi (+10,5 per cento). Germania, Svizzera, Austria e Francia generano insieme il 31 per cento della spesa complessiva, e la crescita dell’Austria (+9,8 per cento) e della Svizzera (+7,6 per cento) conferma la tenuta dei mercati di prossimità. A tavola e in hotel si concentra buona parte del budget: il ristorante è la prima voce di spesa (24,9 per cento, quota che sale intorno a un terzo per i turisti del Nord Europa, del Mediterraneo e di Australia e Nuova Zelanda), seguito dagli alberghi (20,4 per cento, solo per i pagamenti effettuati sul posto).
Tra le destinazioni, il Mezzogiorno corre: Palermo è la città che cresce di più in Italia (+26,9 per cento) e supera Torino per volume di consumi (137 milioni contro 118). Si fa serrata la sfida tra le città d’arte, con Venezia a 791 milioni (+12,3 per cento per cento che accorcia le distanze da Firenze (809 milioni, +1,8 per cento). Il turismo estivo in Italia continua a crescere, con una stagione 2026 a +1,8 per cento stimato, ma la sfida ora è trasformare i flussi in valore duraturo per i territori. Secondo l’Osservatorio sull’Economia del Turismo Unioncamere-Isnart, il 33,8 per cento dei turisti considera fattori di sostenibilità nella scelta della destinazione, quota che sale al 36,3 per cento tra gli stranieri, mentre il 10 per cento individua negli eventi la principale motivazione di viaggio.
Interessanti i dati emersi da un’indagine condotta dalla Fondazione Magna Carta su un campione di giovani under 35 residenti nell’area appenninica, sul turismo sostenibile nelle aree interne italiane: il 65 per cento considera il turismo culturale ed esperienziale una risorsa strategica per il proprio territorio, il 21 per cento indica il turismo lento e i cammini come modello più adatto, mentre la parte restante del campione privilegia il turismo sportivo e religioso.
Le Regioni italiane sono sempre più protagoniste a Rimini non solo della promozione delle destinazioni, ma del confronto istituzionale sulle strategie turistiche. In particolare, la Regione Piemonte, in sintonia con il tema “Exist”, ha proposto un’idea di viaggio che valorizza il tempo e l’autenticità delle emozioni, un modello d’accoglienza capace di offrire sinergie ampie, contatto diretto con i luoghi e momenti di riconnessione con la natura locale. Tra le ultime iniziative, il bando per assegnare un milione e mezzo di euro per le strade storiche di montagna e il turismo accessibile.
Attraverso il progetto strategico “Il Piemonte ti appartiene”, cofinanziato dal FUNT e che ha già coinvolto mille operatori di filiera, la Regione ha intrapreso il percorso per ottenere la certificazione internazionale di destinazione sostenibile rilasciata dal Global Sustainable Tourism Council (GSTC), nella convinzione che la sostenibilità rappresenti una leva di crescita e di identità. Le attività all’aria aperta e la mobilità dolce rappresentano un altro pilastro fondamentale della strategia regionale, traducendo in pratica l’idea di un viaggio come scelta consapevole e immersiva. Citiamo gli itinerari a piedi e in bicicletta nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero con il progetto ROD (Roero Outdoor Destination) e l’8 Basso Monferrato. La riscoperta delle tipicità a passo d’uomo valorizza anche le produzioni vitivinicole, come dimostra il Cammino delle Colline Novaresi, itinerario pensato per fondere paesaggio, borghi e cultura del vino in uno scenario di straordinaria bellezza.
Cresce parallelamente anche l’offerta di accoglienza rurale, guidata dal potenziamento della rete Agriturist nelle province di Alessandria, Asti e Vercelli, per offrire un legame diretto con le radici e la tradizione enogastronomica. Il racconto della Regione spazia inoltre dalla fantasia alla grande tradizione teatrale e ai progetti d’arte diffusa. Nel Cusio, l’intreccio tra il Parco della Fantasia di Omegna dedicato al celebre scrittore per l’infanzia Gianni Rodari e il lancio del nuovo brand Cusio 25 dimostra come la letteratura e la narrazione possano diventare strumenti per abitare i luoghi.
Guardando al futuro, Alba si prepara al ruolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, attraverso progetti artistici e residenze d’artista estesi al territorio collinare. L’Alto Piemonte rilancia la tradizione e la spettacolarità della Passione di Sordevolo, celebre spettacolo di teatro popolare, mentre l’offerta delle Terre del Sud Piemonte si consolida con itinerari tematici legati alle Strade del Vino. Completa il quadro una visione coordinata dei centri urbani: da Ivrea e dal Canavese, impegnati in un modello partecipato di governance, fino al capoluogo Torino, pronto a ospitare una nuova stagione di appuntamenti culturali, sportivi ed enogastronomici.
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