Ecomondo 2025 racconta una transizione ecologica che avanza tra innovazione, dati e confronti, mostrando come il cambiamento riguardi già la vita di tutti.
Edizione numero ventinove per Ecomondo, che torna con panel e incontri per portare soluzioni concrete per la transizione ecologica.
Dal 3 al 6 novembre la Fiera di Rimini ospita la ventinovesima edizione di Ecomondo, The green technology expo. E chi l’ha visitata e vissuta negli ultimi anni è stato testimone di una profondissima trasformazione. “Inizialmente era una manifestazione molto legata al mondo dei rifiuti e del riciclo, mentre oggi rappresenta un vero e proprio ecosistema della transizione ecologica.” A parlare è Mauro Delle Fratte, Exhibition manager di Ecomondo, che abbiamo intervistato in attesa dell’apertura della fiera, per raccontarne l’evoluzione in quasi tre decenni.
E infatti, anche se l’economia circolare resta il DNA di Ecomondo, oggi lo sguardo della fiera si è ampliato, non solo metaforicamente, ma anche fisicamente, con l’apertura di nuovi padiglioni per offrire visibilità e spazio a nuove idee e innovazioni. “La funzione della fiera è cambiata”, ricorda Delle Fratte. “Non è più soltanto il luogo dove ci sono le tecnologie e dove si risolvono problemi legati alle normative, ma ci sono le istituzioni, l’industria, la ricerca, i policy maker e la finanza: si cerca di trasformare le politiche ambientali europee in soluzioni industriali concrete e opportunità di business”.
“L’adattamento ai cambiamenti climatici sarà il grande tema dell’edizione 2026, un filo rosso che segna il passaggio dalla transizione ecologica come obiettivo, alla necessità di costruire invece dei sistemi economici e dei territori molto più resilienti”. L’ Exhibition manager spiega che, tra le protagoniste dei panel e degli incontri di quest’anno, ci saranno per esempio le nature based solutions, ma anche la gestione dell’acqua, la siccità, gli eventi estremi, la resilienza delle coste e quella delle città. E ancora, i temi della blue economy, il monitoraggio ambientale e l’osservazione della Terra dallo spazio. Non mancheranno i temi consueti, come quello del packaging, dei Raee, delle materie prime critiche, della bioeconomia e della rigenerazione dei suoli. “Intorno a tutto questo, l’intelligenza artificiale, i dati, la digitalizzazione che stanno diventando dei fattori molto abilitanti nella transizione ecologica”.
Il nuovo padiglione dedicato al settore tessile è la grande novità della fiera 2026. Spiega Delle Fratte che l’obiettivo è rappresentare la filiera nella sua interezza: dalla produzione, all’ecodesign, dalla raccolta, al sorting – cioè la selezione dei rifiuti tessili – al trattamento del riciclo, dal second hand al quadro normativo. “Il tema è sempre lo stesso: chiudere il cerchio e trasformare questo tipo di rifiuto in una nuova materia prima. Con questa verticalizzazione, coinvolgiamo tantissime associazioni e tutti i soggetti della filiera per avere un programma di convegni che affronterà temi molto concreti. Un appuntamento sarà sul reuse, repair ed ecodesign, uno sul digital product passport. La circolarità che deve partire dai concetti di ecodesign e di prodotto”.
Ma, come sempre, Ecomondo attraversa in quattro giorni tutte le dimensioni della transizione ecologica. “Vorremmo offrire al visitatore non solo una successione di settori tra loro separati, ma la possibilità di vedere come le tecnologie si contaminano tra loro”.
Altra novità di quest’anno è il paese ospite, che per il 2026 sarà il Messico. “Non è una scelta casuale”, afferma Delle Fratte. “Siamo anche organizzatori di una fiera in Messico. Nel corso degli anni, abbiamo costruito relazioni concrete e sviluppato un progetto internazionale. È un mercato estremamente interessante per le tecnologie ambientali, per l’economia circolare, i rifiuti, l’acqua, l’efficienza delle risorse. Inoltre, Ecomondo è una piattaforma sempre più internazionale che mette in relazione l’Europa, il Mediterraneo e i mercati internazionali. Portare a Rimini delle delegazioni, delle istituzioni e imprese da paesi strategici, significa creare delle relazioni continuative durante tutto l’anno”. L’obiettivo è quindi portare Ecomondo in una dimensione globale, favorendo la costruzione di una community internazionale permanente, attenta ai temi della transizione ecologica.
Da qualche anno, Ecomondo è anche una piattaforma che mette in contatto studenti universitari e aziende che cercano figure nell’ambito dei lavori verdi. “Ragioniamo sulle nuove competenze. Abbiamo un progetto che si chiama appunto Green job skills, realizzato grazie a un accordo quadro con Unioncamere. Questo ci permette di organizzare dei tour specifici durante la fiera per far incontrare domanda e offerta, aziende che richiedono ingegneri, chimici, esperti di dati, esperti di intelligenza artificiale, tecnici dell’acqua o dell’energia, specialisti di economia circolare”. L’Exhibition manager di Ecomondo ricorda inoltre l’impatto che ha avuto la fiera sul territorio con le lezioni di educazione ambientale nelle scuole.
“I giovani che allora seguivano quelle lezioni, oggi sono dei professionisti con nuove competenze di cui le imprese hanno bisogno. Secondo me, per i giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro è molto stimolante, perché permette loro di toccare con mano quelle che possono essere le applicazioni reali dei loro percorsi di studi”.
Ecomondo 2026 si svolge dal 3 al 6 novembre al Rimini Expo Centre. La fiera è aperta al pubblico martedì, mercoledì e giovedì, dalle 09:30 alle 18:30 e venerdì dalle 09:30 alle 18:00. Per acquistare i biglietti online, è necessario registrarsi e accedere e all’area riservata. In alternativa, si possono acquistare direttamente all’ingresso della fiera.
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