Tre esuvie di cicali allineate sulla corteccia rugosa di un ulivo, dei gusci vuoti lasciati dagli insetti dopo la metamorfosi raccontano uno dei processi più potenti della natura: la trasformazione. È questo lo scatto che ha conquistato il primo premio della 17esima edizione di Obiettivo Terra, il concorso fotografico dedicato alle Aree Protette italiane promosso da Fondazione Univerde, Società geografica italiana e Federparchi.

A firmare la fotografia vincitrice è Oreste Caroppo, che ha immortalato la scena nella Zona speciale di conservazione Bosco Pecorara, in Puglia. Un’immagine essenziale ma profondamente evocativa, capace di trasformare un dettaglio naturale in una riflessione universale sul ciclo della vita.

La premiazione avvenuta in concomitanza della Giornata internazionale della biodiversità

La cerimonia di premiazione per l’edizione 2026 del concorso si è svolta all’interno della Sala consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini a Roma, e ha coinciso con la Giornata internazionale della biodiversità del 22 maggio, e con la imminente Giornata europea dei parchi del 24 maggio. Due ricorrenze che diventano il contesto ideale per ribadire il ruolo delle aree protette come presìdi di biodiversità e laboratori di sostenibilità.

Il primo premio di Obiettivo Terra 2026 è stato assegnato a Oreste Caroppo © Fondazione Univerde

La conduzione è stata affidata all’attrice e regista Eleonora Ivone, ed è stata aperta da interventi di rappresentanti delle organizzazioni promotrici, partner e figure istituzionali. “Questo concorso fotografico è un appuntamento significativo che ha il merito di ricordare il valore delle aree protette”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin in un videomessaggio, “i premi e le menzioni mettono in risalto la varietà del patrimonio naturale italiano e promuovono, allo stesso tempo, il tema dell’inclusività”.

La metamorfosi come simbolo del nostro rapporto con la natura

La fotografia premiata è stata definita dagli organizzatori “la più alta espressione di ecologia spirituale”. Un frammento minimo di paesaggio che riesce però a evocare qualcosa di molto più grande, ovvero l’equilibrio delicato tra trasformazione naturale, tempo e sopravvivenza. Le cicali, spesso invisibili agli occhi distratti, diventano simboli della salute degli ecosistemi. La loro presenza racconta ambienti ancora vitali, capaci di custodire biodiversità e complessità biologica.

“Questi insetti, preziosi indicatori ecologici e sentinelle della biodiversità, testimoniano con la loro presenza la salute e la vitalità dei nostri ecosistemi”, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde. Nel suo intervento, Pecoraro Scanio ha sottolineato anche il ruolo crescente delle tecnologie ambientali, dai droni all’intelligenza artificiale, nel monitoraggio e nella tutela degli habitat naturali.

Il turismo sostenibile passa anche dall’inclusione

Accanto alla fotografia naturalistica, il concorso ha premiato anche l’accessibilità ambientale con il riconoscimento Parco inclusivo 2026, che è stato assegnato al Parco nazionale dei Monti Sibillini per il lavoro svolto nell’abbattere le barriere fisiche e culturali alla fruizione della natura.

Sentieri accessibili, percorsi multisensoriali, segnaletica tattile e contenuti in LIS sono alcuni degli strumenti adottati dal parco per garantire un’esperienza immersiva anche alle persone con disabilità o ridotta mobilità.

Il premio Parco inclusivo 2026 è stato assegnato al Parco nazionale dei Monti Sibillini © Fondazione Univerde

Un viaggio fotografico dentro le Aree protette italiane

Ogni anno Obiettivo Terra racconta il patrimonio naturale italiano attraverso gli sguardi di fotografi naturalisti. Per quest’edizione sono stati 698 gli scatti candidati e, per la prima volta, oltre ai Parchi nazionali, regionali e interregionali, alle Aree marine protette e alle Riserve statali e regionali, i partecipanti hanno potuto candidare al concorso anche foto di siti appartenenti alla Rete Natura 2000, Riserve biosfera, Geoparchi Unesco e Monumenti naturali.

In diciassette anni il concorso ha raccolto quasi 18.700 fotografie, diventando uno dei più grandi archivi visivi dedicati alle Aree protette italiane. Le immagini selezionate hanno viaggiato anche oltre i confini italiani, arrivando negli anni alle Nazioni Unite, a New York.

La forza di Obiettivo Terra è quella di trasformare la fotografia naturalistica in uno strumento di consapevolezza collettiva, in cui ogni immagine non racconta solo di un paesaggio, ma del modo in cui scegliamo di abitare il pianeta.