Quando gli edifici imparano a respirare: il “naso digitale” di Befreest contro l’inquinamento indoor
La startup italiana Befreest offre una soluzione tecnologica al problema dell’inquinamento indoor, con particolare attenzione al radon.
La qualità dell’aria che respiriamo è fondamentale per il nostro benessere e per la nostra salute. La quantità di sostanze inquinanti presenti al suo interno derivanti in gran parte dalle attività antropiche rischia di minare la sua salubrità. Non solo, se le concentrazioni di tali sostanze inquinanti superano le soglie di riferimento possono diventare dannose, in particolare per l’apparato respiratorio, e avere impatto anche sull’ambiente e sugli ecosistemi. Con questo widget cerchiamo di darvi le previsioni e le informazioni che vi servono per capire se è il giorno giusto per uscire, fare attività fisica o sport. Oppure se è meglio aspettare che vento e pioggia riportino la situazione a livelli accettabili.
Per ciascun inquinante, le previsioni realizzate in collaborazione con 3bmeteo.com, prendono in considerazione le concentrazioni nell’aria nelle varie fasi del giorno e, in base a tali valori, si associa uno stato della qualità dell’aria. Un indice di sintesi fornisce un’idea della qualità globale dell’aria tenendo conto globalmente della situazione di tutti gli inquinanti monitorati.
Gli inquinanti monitorati sono il particolato sospeso (PM10 e PM25), ossia l’insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell’aria, e i gas ossidi di azoto (NOx), Ozono (O3), Monossido di Carbonio (CO) e Biossido di zolfo (SO2). Le origini di questi inquinanti nelle aree urbane è da ricondursi in prevalenza a lavorazioni industriali, come fonderie, cementifici, inceneritori, ma anche impianti di riscaldamento ed emissioni causate dai gas di scarico dei veicoli, in particolare quelli con motore diesel.
Il particolato atmosferico è uno degli inquinanti monitorati con maggiore attenzione nei grandi centri urbani in quanto spesso, in particolare nel periodo invernale, vengono superate le soglie di allerta. Concentrazioni medie giornaliere superiori ai 25 µg/m³ indicano un degrado della qualità dell’aria, valori medi superiori ai 50-75 µg/m³ indicano situazioni di criticità.
La startup italiana Befreest offre una soluzione tecnologica al problema dell’inquinamento indoor, con particolare attenzione al radon.
Riduzione delle emissioni in agricoltura, mobilità sostenibile, efficientamento degli edifici e sensibilizzazione i i pilastri. Ma ora servono i fatti.
Se piove sabbia del Sahara sull’Europa è per una configurazione di alte e basse pressioni. Di per sé è normale, ma capita sempre più spesso.
Il colosso TotalEnergies deve difendersi dall’accusa di non aver tenuto conto delle conseguenze sul clima derivanti dall’uso dei suoi prodotti.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
In Europa danni per oltre 800 miliardi di euro in 40 anni. Senza adattamento rischiamo il 7 per cento del Prodotto interno lordo.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Come ci giudicheranno le generazioni future? Bene, se ci impegniamo per lasciare un mondo più sano e pulito. Solo così saremo buoni antenati.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.