Hoshigaki, la ricetta giapponese per fare i cachi essiccati

La ricetta degli hoshigaki, cachi essiccati, è la spiegazione di un metodo di essiccazione home made ad impatto ambientale minimo. Perfetta per non sprecare questi magnifici frutti che, purtroppo, maturano quasi sempre tutti contemporaneamente.

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Si tratta di un metodo di conservazione naturale dei cachi, una preparazione facile che richiede solo un po’ di pazienza in attesa che l’aria… faccia la sua parte. Ecco la spiegazione di come fare, passo dopo passo.

Una tradizione antica giapponese aiuta a conservare i cachi, frutti molto amati e diffusi in Giappone. Nei mesi autunnali, le campagne sono spesso punteggiate di arancione: davanti alle case spiccano alberi di cachi carichi di frutti, una fonte energetica importante per la dieta contadina, ma non solo. Per evitare di perdere le numerose proprietà di questi incredibili frutti, la  tradizione insegna a conservarli, in modo semplice e naturale. Sotto le tettoie, davanti alle case, cascate di cachi sospesi su fili aspettano di essiccare, cullati dal vento e baciati dal sole, decorando in modo naturale e affascinante le dimore giapponesi.

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Una cascata di hoshigaki sotto il portico di una casa tradizionale nelle campagne del Giappone © Beatrice Spagoni

Ingredienti e materiale necessario per gli hoshigaki

10-15 cachi
acqua bollente
corda o spago da cucina
bastone

Preparazione

Cercate i cachi non ancora maturi, quando sono ancora chiari e sodi (quasi come delle mele). Se potete raccoglieteli dall’albero con un pezzetto del loro rametto, aiuterà ad appenderli con più facilità. Portate ad ebollizione abbondante acqua in una pentola. Nel frattempo, pulite delicatamente intorno al picciolo ciascun caco, poi pelateli lasciando intatto tutto intorno al picciolo stesso.

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Cachi in essiccazione davanti ad una casa giapponese © Beatrice Spagoni

Legate un pezzetto di spago intorno a ciascun picciolo, formando un anello di circa 10 cm di diametro, necessario per poterlo appendere. Scottate quindi per 2-3 secondi ciascun caco nell’acqua bollente, tenendolo con le dita dallo spago, quindi lasciatelo sgocciolare, asciugatelo delicatamente e appendetelo ad un bastone orizzontale. Continuate l’operazione per tutti i cachi che avete a disposizione, distanziando bene tra loro i cachi sul bastone.

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Sospendete i cachi con uno spago © Beatrice Spagoni

Sospendete il bastone all’aperto ma al riparo dall’umidità, possibilmente in un angolo raggiunto dal sole. Se non avete la possibilità dello spazio esterno disponete il bastone con i cachi in una zona ben areata della casa e abbiate cura di arieggiare il locale durante l’essiccazione. Per asciugare i cachi saranno necessarie circa 2 settimane, ma il periodo è molto variabile, secondo le condizioni ambientali. Saranno pronti quando i frutti si saranno “afflosciati” su se stessi, perdendo volume, ma con la superficie ben consistente e di color ambrato scuro. Assaggiateli, il cuore dovrà essere leggermente morbido e tutt’intorno la consistenza più asciutta, ma sempre morbida, tipo i fichi secchi. Conservate i cachi i un barattolo di vetro o una latta per anche un mese.

Come si usano

Potrete gustare gli hoshigaki “in purezza”, per godere pienamente del loro gusto aromatico e meno dolce rispetto ad altra frutta secca, come i fichi. Consigliati anche per una colazione energetica e vegetariana. L’ideale è consumarli con il cuore ancora morbido, che si scioglie in bocca, ma se si fossero seccati di più provate a conservarli sotto grappa. Una novità da assaporare anche a Natale!

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Lasciate asciugare i cachi finché saranno afflosciati e di un colore ambrato scuro © Beatrice Spagoni

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