Fiandre, dove l’arte si mescola alla natura. In armonia

Fiandre, dove l’arte si mescola alla natura. In armonia

Tra arte a cielo aperto e itinerari a passo lento, le Fiandre sono la meta ideale per chi ama vivere in connessione con il territorio. Rispettandolo.

Tempo di lettura: 16 min.

Le Fiandre sono la regione settentrionale di lingua nederlandese (olandese) del Belgio. I fiamminghi abitano un territorio al centro dell’Europa che per via delle sue dimensioni — poco più di 13mila chilometri quadrati — è facilmente esplorabile anche con i mezzi pubblici. Da scoprire c’è molto: le sue più note cittadine – Anversa, Bruges, Gent, Lovanio e Mechelen – offrono atmosfere uniche racchiuse in un mix di storia e arte. Ma non sono le uniche mete possibili. La natura nelle Fiandre è essa stessa un’attrazione: chilometri di costa sabbiosa lungo il Mare del Nord, l’estesa Brughiera di Kalmthout nei pressi di Anversa, il Parco nazionale Hoge Kempen nel Limburgo, il paesaggio desertico del Sahara di Lommel, le aree protette dall’Unesco dell’antica Foresta di Zoniën, sono solo alcune delle possibili tappe di un viaggio alla scoperta di questa regione.

Esiste però un volto meno noto del territorio, quello capace di unire le bellezze del paesaggio con la storia dell’arte, da esplorare attraverso i suoi parchi d’arte open air nelle stagioni migliori, quella estiva e quella primaverile. Tra cieli tersi, temperature miti e colori vividi, le Fiandre sono anche una terra che per tradizione predilige gli spostamenti su due ruote: la bicicletta è il mezzo migliore per attraversare la regione a ritmo lento gustando a pieno ogni scorcio, ogni atmosfera e profumo regalato dalla natura. In sella a una bici, grazie ai numerosi percorsi ciclabili, è possibile esplorare ogni angolo delle Fiandre.

1. Arte e natura, i musei open air che sorprendono

Beaufort Nieuwpoort – Nina Beier © Westtoer APB

Le Fiandre possono essere sorprendenti. Soprattutto se l’arte appassiona il visitatore. In questa regione, infatti, sono numerosi i paesaggi diventati anche cornici naturali per opere d’arte a cielo aperto. Musei open air capaci di unire alla maestosità e bellezza di paesaggi, la maestria e originalità delle più diverse forme d’arte contemporanea, che parlano con immediatezza al visitatore e dialogano tra loro.
Chi ama stare in mezzo alla natura ma non vuole rinunciare alla propria attrazione per l’arte, nelle Fiandre realizzerà le proprie aspettative.  

Labiomista: non solo arte ma un centro di sostenibilità ambientale e riconversione urbana

Nell’altro versante delle Fiandre, nel Limburgo belga, precisamente a Genk che ne è il capoluogo, è sorto nel 2019 Labiomista. Questo termine significa “mix di vita” ed è stato scelto dal suo creatore, l’eclettico artista fiammingo Koen Vanmechelen. Il suo non è solo un progetto artistico ma anche di riconversione urbana – quasi industriale – realizzato in un’area riqualificata che fu una miniera di carbone e poi uno zoo. Ciò che viene offerto ora alla cittadinanza e ai turisti è un parco aperto a tutti con animali in libertà, uno spazio per le esposizioni d’arte en plein air e una serra con specie rare di uccelli. A Labiomista c’è anche una parte di genio architettonico: lo studio di Vanmechelen e gli altri edifici, infatti, sono stati realizzati insieme all’architetto Mario Botta, che li ha inseriti perfettamente nel paesaggio.

Ma concretamente che cosa si trova visitando questo terreno di oltre 24mila ettari? Labiomista è un’esperienza immersiva che coniuga arte e natura. Proprio la natura incontaminata occupa simbolicamente la metà del parco. In perfetta armonia con essa, sorgono lo studio di Vanmechelen e il quartier generale della sua fondazione (The Battery), l’ex casa restaurata del direttore della miniera di carbone e dello zoo (Villa Opundi) e LabOvo, uno spazio destinato a workshop ed esposizioni d’arte permanenti en plein air. Una parte di The Battery è riservata a una straordinaria serra (Looking Glass) e una gigantesca voliera d’aquila. Gli animali hanno un ruolo centrale nel lavoro di Vanmechelen e l’ex zoo di Zwarberg vuole oggi essere un luogo di incontro tra tutte le specie viventi. Non stupisce quindi che ben 9mila metri quadrati de Labiomista ospitino, oltre ai polli (oggetto ricorrente degli studi di Koen Vanmechelen e delle sue creazioni, tanto da aver dato vita a una nuova varietà di gallina), anche lama, struzzi ed altri animali, lasciati liberi all’interno della riserva e nei quali i visitatori possono imbattersi durante la loro permanenza nel parco. Labiomista è anche un luogo di dibattito, fucina di nuove idee ed esperimenti il cui obiettivo è quello di interrogarsi sui temi della sostenibilità ambientale e culturale puntando a modelli di sviluppo volti ad avvicinare le diverse culture, a rinsaldare e rafforzare il rapporto tra uomo e natura e ridefinire nuovi equilibri. Visitare oggi Genk significa anche conoscere la trasformazione di un territorio: questa zona in passato fu amata e rappresentata dai pittori per la bellezza dei suoi paesaggi rurali, poi l’industria mineraria ne cambiò il volto economico, sociale e naturale. Oggi invece sono in atto nuovi modelli economici e sociali sostenibili che si sposano perfettamente con la città multiculturale.

Middelheim Museum: l’oasi d’acqua e arte dove ritrovare pace e bellezza

Misconceivable (2010) di Erwin Wur
Middelheim Museum © Joris Caaer

È il più cittadino dei musei a cielo aperto, si trova infatti a pochissimi chilometri dal centro di Anversa: il Middelheim Museum è un luogo unico che in un esteso parco ben curato ospita numerose opere di grandi artisti, del passato e contemporanei, come August RodinGiacomo ManzùJean ArpMarino MariniAlexander CalderMax BillLuciano Fabro e Panamarenko. L’accoglienza è da subito d’impatto e meravigliosa grazie all’opera Misconceivable (2010) dell’austriaco Erwin Wurm: una barca a vela che sporge da un parapetto sembra sciogliersi nel laghetto del parco. Altro fiore all’occhiello del museo è la statua del celebre scrittore Honoré de Balzac, opera di Rodin, considerata una delle più importanti sculture moderne. Oltre alle più di 200 opere da ammirare, questo museo che nasce attorno a un antico castello, è un’oasi naturale piacevole dove trascorrere una giornata all’aria aperta, specie in estate. Qui sono disposte ovunque sdraio per rilassarsi e in molti fanno pic-nic magari all’ombra di un’opera d’arte. C’è anche un bellissimo giardino botanico e fonti d’acqua che lo rendono un’oasi di pace. Questo museo en plein air è frutto del vigoroso cambio di direzione che tutta la città di Anversa ha avuto dopo essere stata eletta Capitale della cultura nel 1993: gli spazi dedicati all’arte si sono moltiplicati e così anche l’interesse dei cittadini e dei turisti di visitarli.

Verbeke Foundation: dove bio-arte e installazioni trovano dimora

Per capire di che luogo si tratti è significativa la similitudine ben descritta dalla Fondazione Verbeke: “Assomiglia a un organismo vivente e dunque è diversa ogni giorno, muta”. Diversa da qualsiasi cosa mai vista: questo è il suo bello. In oltre 20mila metri quadrati, negli anni i collezionisti Geert Verbeke and Carla Verbeke-Lens hanno messo insieme ed esposto migliaia di opere, per lo più di arte contemporanea. Il sentimento predominante visitando questo museo a cielo aperto, che è insieme una sede espositiva e un caos diffuso, è quello dello straniamento. Qui saltano subito all’occhio forme e modalità inconsuete: un elicottero, un convoglio ferroviario e un grande inspiegabile vaso. La Fondazione Verbeke vuole essere un luogo in cui cultura, natura ed ecologia sono strettamente intrecciate: qui le opere di bio-artisti e artisti che lavorano con organismi viventi (piante, animali) si integrano perfettamente con il museo. Dalla sua apertura nel 2007, la collezione è stata ampliata per includere opere d’arte contemporanea e installazioni che sono prevalentemente costruite in situ. A pochi chilometri dal confine con i Paesi Bassi, nella municipalità di Kemzeke, la Fondazione Verbeke custodisce anche una notevole collezione di collage, una forma d’arte il cui massimo splendore fu negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Forme d’arte a prima vista distanti dal mondo naturale ma che invece possono trovare una loro felice collocazione se immerse e mixate con l’ambiente circostante.

Verbeke Foundation Marinus Boezem © Tineke Schuurmans 2023

2. La costa delle Fiandre: meraviglie affacciate sul Mare del Nord

Beaufort Middelkerke – Simon Dybbroe Moller © Westtoer APB

Le Fiandre sono anche una regione di mare. Non è il primo paesaggio al quale si pensa, forse, ma offrono ben 67 chilometri di spiagge sabbiose, che sorprendono non solo per la bellezza naturalistica ma anche per la proposta artistica lungo le loro coste. Le località sul Mare del Nord sono scrigni di attrazioni inaspettate: si può scegliere di andare alla scoperta di “stazioni” di arte a cielo aperto da raggiungere salendo a bordo di un tram sostenibile o di immergersi nella flora e fauna della riserva naturale dello Zwin.

Beaufort: la Triennale d’arte che diventa parco d’arte permanente

Beaufort è un bell’esempio di come un evento di successo possa modificare, in meglio, un territorio. Il merito è dell’arte contemporanea, della land art in particolare che ha popolato di bellezza le coste di questa zona delle Fiandre, già suggestiva. Beaufort è una triennale organizzata da vent’anni lungo le dighe, le spiagge e le dune della costa belga. Per ogni edizione viene stabilito un tema sul quale gli artisti si cimentano e la costa fiamminga diviene un polo d’attrazione per visitare le opere d’arte e per partecipare ai numerosi eventi collaterali che vengono organizzati. Per sei mesi, operatori e amanti dell’arte, residenti e turisti possono venire ad ammirare opere notevoli in ogni comune costiero partecipante, lungo oltre 60 chilometri di costa. Nel corso delle precedenti edizioni della Triennale d’Arte contemporanea al mare, le amministrazioni dei comuni coinvolti hanno acquistato diverse opere che sono visibili o nelle loro posizioni originali o nelle nuove sedi assegnate loro.

Con la land art la scultura si dilata nel territorio, coinvolgendo il paesaggio in quanto tale e l’architettura, che diventano rispettivamente un non-paesaggio e una non-architettura

Rosalind Krauss

Così è nato anche Beaufort Sculpture Park, un parco permanente di sculture con già 40 opere d’arte, conosciuto in tutto il mondo e capace di attrarre turisti internazionali. Anche questo è un luogo da raggiungere ed esplorare in bicicletta, oppure a piedi dividendo l’itinerario in più tappe o, in alternativa, con il tram che raggiunge comodamente tutte le località sulla costa divenute sedi espositive.

Il Parco naturale dello Zwin: il paradiso dei volatili

È una tappa molto frequentata da chi ama fare birdwatching e dai numerosi cicloturisti: il Parco naturale Het Zwin è a Knokke, nell’estremo est della costa belga ed è una zona umida composta da una miriade di piccoli laghetti e corsi d’acqua protetta dal mare da dune naturali e dighe artificiali; un territorio preservato dove vivono molte specie animali allo stato semi libero. E soprattutto uccelli.

L’attività principale all’interno del parco è dunque quella di osservazione dei volatili: allo scopo sono stati predisposti osservatori da cui guardare senza disturbare le miriadi di uccelli che popolano i laghetti e i nidi creati apposta per ospitare le cicogne. Ci sono anche delle scale per salire a ammirare i piccoli appollaiati nel nido (sempre in modo da non recare disturbo agli animali) e soprattutto è presente un centro visitatori che racconta questa zona particolare delle Fiandre e i suoi abitanti animali. La regina del parco è la cicogna: ce ne sono davvero tante e tutti vogliono fotografarle. La vasta zona su cui si estende lo Zwin è anche un paesaggio perfetto per fare escursioni in bicicletta, in ogni stagione. È una meta che attira visitatori sia in estate che in inverno e sul sito ufficiale sono descritti e presentati per ogni mese le specie avvistabili e i cambiamenti della natura che i turisti si troveranno davanti. Può essere un luogo adatto a bambini e famiglie e per chiunque ami le atmosfere sospese tra terra e acqua regalate dai polder, ossia quei tratti di mare asciugati artificialmente attraverso dighe e sistemi di drenaggio dell’acqua.

Non solo bicicletta: il tram per spostarsi sulla costa in modo sostenibile

Il tram non è solo un mezzo per muoversi in città, lo sanno bene i fiamminghi e i turisti che girano la costa della regione a bordo del Kusttram, linea tranviaria che si sviluppa per 67 chilometri e 67 stazioni sulla costa del Belgio, tra la cittadina di De Panne presso la frontiera francese e Knokke, al confine con i Paesi Bassi.

Il Kusttram è molto popolare tra i cittadini della zona: è frequente e puntuale (si va da una corsa ogni 10 minuti in estate sino a 20 minuti nella stagione invernale), prevede numerose fermate e può anche definirsi economico (un biglietto giornaliero per utilizzare tutte le volte che lo si desidera il tram costa 7,50 euro). È simile alla nostra metropolitana ma il bello è che salendoci si attraversa un’intera regione. Il gran numero di fermate, in media una ogni chilometro, fa sì che si possano visitare sia centri urbani che zone naturalistiche. Così i paesaggi che scorrono al finestrino sono i più diversi: dune, mare, cittadine, edifici liberty, parchi ma anche porticcioli e mulini a vento. Se da De Panne ci si dirige verso Ostenda si scorgono anche dei bunker e delle fortificazioni risalenti alla Seconda guerra mondiale. Il percorso è esso stesso un’esperienza, oltretutto sostenibile.

Il tram sulla costa © Westtoer

3. Una regione da scoprire: il Limburgo

Toerisme Limburg Tranendreef © Patrick Vande Ven – Medialounge

Il Limburgo è la provincia più orientale delle Fiandre ed è situata ad ovest del fiume Mosa. Il suo capoluogo è Hasselt. Si dice che nessuna provincia sia più accogliente del Limburgo: la regione,  infatti, è ricca sia dal punto di vista paesaggistico che culturale e spesso queste sue caratteristiche  si armonizzano offrendo luoghi unici e indimenticabili da visitare. Magari in bicicletta.

A passo lento, per non perdere nulla: scoprire il Limburgo in bicicletta

Le Fiandre amano da sempre le due ruote: tra i cittadini, molti utilizzano la bicicletta per gli spostamenti quotidiani e i turisti che visitano la regione spesso la scelgono proprio per la capillarità dei suoi sentieri ciclabili. Per chi ama il cicloturismo, le Fiandre sono la meta giusta: qui è possibile non solo attraversare tutta la regione a ritmo lento ma anche fare esperienze uniche ed emozionanti su percorsi che sono quasi delle opere d’arte.

Contrariamente a ciò che succede quando si è in macchina, dove il paesaggio si dà a vedere e non a essere, in bicicletta ci si è seduti dentro.

Paul Fournel

Bosland è un parco avventura nel Limburgo perfetto per trascorrere una giornata a stretto contatto con la natura anche con i bambini. Qui l’attrazione è un percorso ciclabile a circa 10 metri d’altezza che offre la possibilità di pedalare tra le cime degli alberi per 700 metri. Lo chiamano Cycling through the trees ed è immerso nel Parco Nazionale Hoge Kempen. L’infrastruttura stessa, costruita e inaugurata nel 2019, può essere definita un’opera d’arte architettonica, che ben si armonizza nell’ambiente naturale circostante: il tracciato circolare rende tutto ancora più suggestivo. Vederla fa venire voglia di percorrerla. E se non si ha la bici, è possibile noleggiarne una facilmente in loco. I più esperti possono arrivare qui direttamente in bicicletta: Cycling through the trees si trova al nodo 272 della rete dei nodi ciclabili nella riserva naturale di Pijnven, di cui fa parte Bosland.

Un’altra esperienza da vivere in Limburgo è quella di pedalare in mezzo all’acqua. Com’è possibile? Cycling through water a Bokrijk, nei pressi dello stagno De Wijers, è un itinerario ciclistico grazie al quale si pedala per più di 200 metri attraverso un piccolo specchio d’acqua. Lo si attraversa tutto da una sponda all’altra, al centro, avendo l’acqua all’altezza degli occhi su entrambi i lati. Dentro l’acqua senza esserci davvero immersi. La vista e il paesaggio sono estremamente suggestivi: gli alberi si riflettono nel laghetto dove talvolta si scorgono anche dei cigni. Passeggiare nei dintorni è piacevole e divertente: se si guarda da lontano la pista si vedono passare le teste dei ciclisti a pelo d’acqua. Il “passaggio sulle acque” è percorribile anche a piedi e si trova al nodo 91 della rete di nodi ciclabili a Bokrijk, località raggiungibile comodamente con il treno e l’autobus.

Reading between the lines: l’opera d’arte iconica tra installazione e architettura

L’architettura può essere sorprendente e lasciare senza fiato. È il caso di Reading between the lines che rappresenta in un territorio già di per sé piacevole paesaggisticamente – verdi prati e fiori nella bella stagione – un incredibile mix tra un’installazione, una chiesa e una magica illusione ottica. È stata costruita a Borgloon, paesino belga con appena diecimila abitanti, e si presenta come una chiesa trasparente che cambia faccia a seconda dei punti di vista dai quali la si ammira. È un’opera d’ingegno del duo di giovani architetti Gijs Van Vaerenbergh (Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh), entrambi di Lovanio, che attraverso lastre orizzontali di corten, con un totale di 30 tonnellate di acciaio e 2mila colonne, sono stati in grado di trasformare il concetto tradizionale di chiesa dando vita invece a qualcosa di assolutamente innovativo: un edificio/oggetto/opera d’arte trasparente.

Reading between the lines © Visit Limburg/P. Vande Ven

L’esperienza visiva che chiunque può vivere è unica: l’edificio (di fatto un’opera di land art site specific) appare disegnato nello spazio ed è in costante dialogo con il paesaggio circostante, massivo o fluttuante a seconda della distanza e posizione del visitatore. Occorre ammirarlo di persona per capirne l’impatto, non solo visivo ma emozionale. Sono numerosissimi i turisti che deviano qui per fotografarlo e godersi questa dimensione a metà tra il vero e l’immaginario. Reading between the lines è un’architettura splendida vista al tramonto o alla luce gentile dell’alba. Suggestiva in qualsiasi ora.

Trekking, street art e natura: tutto visitando Animalinas
Siamo all’interno del Parco naturale Rivierenland, un luogo tra terra e acqua: un’area ricca di fiumi, zone paludose e boschi a soli pochi chilometri dal centro storico di Mechelen. Qui è nato il percorso Animalinas: un anello di 50 chilometri (divisibile anche in tappe) percorrendo il quale è possibile conoscere alcuni degli abitanti iconici del parco naturale grazie alla moderna forma d’arte dei graffiti. A realizzare le opere d’arte è stato Dzia, street artist locale, che ha dipinto tredici opere monumentali raffiguranti gli animali di questo parco. Dal martin pescatore, alla volpe o lo scoiattolo, fino all’ape knautia e lo scarabeo vermiglio. Esiste anche una app che permette di seguire il trekking facilmente e offre in più contenuti multimediali e frammenti audio che per esempio riproducono i versi degli animali dei murales. Il territorio del parco è vastissimo, circa 1.500 ettari: un paradiso da percorrere in bici o camminando allietati dalle suggestioni dell’arte.

Foto a sinistra © Natuurpark Rivierenland vermelden

Le Fiandre sono facilmente raggiungibili dall’Italia in aereo. L’aeroporto di riferimento più comodo per le Fiandre è quello di Bruxelles (Zaventem), in Belgio, che si trova al centro dell’Europa. Una volta arrivati a Bruxelles, per raggiungere le mete più suggestive della regione è consigliabile l’uso del treno: in aeroporto la stazione si trova al piano -1. Le città fiamminghe sono vicine tra loro e i treni che le collegano sono frequenti, rapidi e sostenibili. Tutte le tratte e gli orari sono consultabili sul sito delle ferrovie belghe, dove è possibile acquistare anche i biglietti. Le Fiandre sono anche il regno delle biciclette: per chi ama spostarsi su due ruote, qui alcuni degli itinerari ciclabili più iconici della regione.

Foto di copertina Beaufort Olnetop © Westtoer APB

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