Rock Files Today – 21 Giugno – Red Dog Saloon

Oggi, 21 Giugno 1965 – Virginia City, Nevada Un capannello di gente si è formato dinnanzi a un vecchio edificio ridipinto di rosso fuoco. D’un tratto, viene scoperta una enorme insegna: Red Dog Saloon.


Oggi, 21 Giugno 1965
Virginia City, Nevada
Nella cittadina dormiente dell’ancor più dormiente stato del
Nevada, c’è uno strano movimento. Un capannello di gente si
è formato dinnanzi a un vecchio edificio ridipinto di rosso
fuoco.
D’un tratto, viene scoperta una enorme insegna: Red Dog Saloon.
Il sogno di Mark Unobski si è avverato. Sta per aprire i
battenti il locale che ha sempre desiderato, un club in grado di
riportare in vita le eccitanti atmosfere dei saloon del vecchio
West ma dove si può anche cenare (cucina francese) e
ascoltare musica dal vivo. Per reclutare i soggetti adatti allo
spettacolo che ha in mente, Unobski si affida al suo socio:
Chandler Laughlin, detto Mr. Hip..
Mr. Hip va a San Francisco certo di ingaggiare i Byrds (che sono
primi in classifica con Mr. Tambourine Man): in realtà parla
con un giovane architetto/designer, George Hunter, che non sa
suonare (strimpella a malapena una vecchia autoharp) ma che ha
appena messo insieme una band che si rivela, ben presto, il suo
progetto artistico meglio riuscito.
Il gruppo si fa chiamare The Charlatans.
Un po’ jug e un po’ rock, look formidabile d’inizio Novecento, ma
con una spiccatissima attitudine psichedelica, i cinque Charlatans
non passano inosservati. Il loro aspetto pittoresco (sembrano
usciti dalle pagine ingiallite di un vecchio libro dei primi del
secolo) li rende perfetti per il Red Dog Saloon.
Certo che si tratti dei Byrds, Chandler offre al gruppo un lavoro
fisso al Saloon di Virginia City. I Charlatans si stabiliscono
così al secondo piano del locale, nelle stanze predisposte
per accogliere gli ospiti. Dopo alcuni giorni di dolce far niente,
Unobski decide che è tempo di sperimentare le
capacità del gruppo. L’occasione è offerta da un
party privato che ha deciso di organizzare per ringraziare i membri
del suo staff.
La band dovrebbe chiudere in bellezza la serata.
Durante la festa Unobski distribuisce pasticche di Lsd ai presenti.
Mesi di prove e di dedizione vanno in fumo non appena l’Lsd
raggiunge la testa dei musicisti mentre, quasi contemporaneamente,
l’emozione blocca loro le gambe (e soprattutto le dita!!).
Nessuno si ricorda gli arrangiamenti, a volte i brani vengono
suonati in tonalità diverse. I musicisti provano anche a
scambiarsi gli strumenti ma il risultato, se possibile, è
persino peggiore.
Ad un certo punto George Hunter capisce che è inutile andare
avanti. Scende dal palco e affronta Unobski che, inaspettatamente
di buon umore, gli fa: “Questa è la cosa più
divertente cui abbia mai assistito. Siete assunti”.

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