Animali e uomo. Storia di un’amicizia

Dietro la scelta di prendere con sé un animale famigliare c’è sempre un desiderio, più o meno manifesto, di incontrare un amico in grado di scambiare con noi attenzione e affetto.

Per rendere realtà questo nostro desiderio è
indispensabile che con questo essere vivente – che parla un’altra
lingua, ma che vive di sentimenti molto simili ai nostri – si
costruisca sin dal primo giorno un dialogo aperto e, perché
no, divertente.

L’obiettivo sarà quello di cercare di tradurre nel
linguaggio umano quanto del “pensiero animale” ci è dato di
sapere, affinché, tra noi e i nostri amici di zampa, ogni
giorno vi sia la possibilità di vivere uno scambio di
esperienze piacevoli e reciprocamente arricchenti.
A prima vista sembra facile inquadrare l’argomento benessere dei
nostri compagni di vita a quattro zampe. Molte persone sottolineano
i loro sforzi per far star bene il loro cane o il loro gatto
dicendo: “lo faccio mangiare meglio di me”, “ha un cuscino tutto
per lui”, “lo tengo sempre vicino a me”, “pensa che dorme tra me e
mio marito”…

Eppure, nonostante tutte queste attenzioni, capita che questi
animali abbiano qualcosa che non va sia sul piano comportamentale
che su quello fisico.

Più precisamente possono abbaiare troppo, non accettare lo
stare da soli danneggiando i mobili di casa, a volte graffiano,
ringhiano e mordono i propri padroni, ma possono anche soffrire di
disturbi gastrointestinali, pruriti e forfora.

Nonostante tutti i nostri sforzi e la volontà di dare a loro
del benessere, spesso non riusciamo a ottenere gli effetti
desiderati sui nostri animali. Per questo è importante
informarsi bene per conoscerli meglio e trattarli come essi
desiderano e hanno bisogno di essere trattati:in quanto animali e
non sostituti di presenze umane.

Claudio Ottavio
Medico veterinario

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