Il riscaldamento globale è sempre più rapido. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters e curato da ricercatori dell’Istituto Potsdam, che hanno analizzato i dati statistici dal 1970 ad oggi. Secondo l’analisi, se il ritmo dovesse rimanere invariato nei prossimi anni, la soglia degli 1,5 gradi centigradi, la più ambiziosa indicata dall’Accordo di Parigi, verrà superata entro il 2029.
L’analisi sul riscaldamento globale ha riguardato il periodo 1970-2025
Secondo l’analisi, mentre la temperatura media globale è aumentata infatti in maniera costante, decennio dopo decennio, tra il 1970 e il 2015, successivamente si è registrata un’accelerazione. Per i primi 45 anni analizzati, infatti, l’aumento non ha mai superato gli 0,2 gradi centigradi per decennio. Tra il 2015 e il 2025, invece, il dato ha raggiunto gli 0,35 gradi centigradi.
Global heating has accelerated from a steady rate of less than 0.2C/decade between 1970-2015 to ~0.35C/decade over the past 10 years. The rate is higher than scientists have seen since they started taking the Earth’s temperature in 1880. @rahmstorfhttps://t.co/PYvccWJPTz
— Potsdam Institute for Climate Impact Research PIK (@PIK_Climate) March 9, 2026
“È la prima prova statistica significativa di un’accelerazione del ritmo del riscaldamento climatico”, hanno spiegato gli autori della ricerca all’agenzia Bloomberg. Uno di loro, il climatologo Stefan Rahmstorf, ha spiegato che i dati utilizzati sono stati raccolti dai cinque database più importanti al mondo in materia: quelli di Nasa, Noaa, HadCRUT5, Berkeley Earth e Copernicus.
Eliminati i fattori contingenti come El Niño o le eruzioni vulcaniche
Per rendere ancor più precisa l’analisi, si è scelto di eliminare alcuni fattori naturali “contingenti”, che possono influenzare il dato complessivo. Così, sono stati sottratti gli impatti derivanti dalle variazioni dell’attività solare, capaci di alterare il bilancio energetico del sistema climatico globale. Allo stesso modo, si è tenuto conto delle eruzioni vulcaniche, così come di El Niño, fenomeno ciclico che consiste nel riscaldamento della temperatura superficiale dell’oceano Pacifico centro meridionale e orientale, e ancora delle eruzioni vulcaniche.
Significant acceleration of global warming since 2015, finds news PIK study with @rahmstorf Recent warming: around ~0.35°C per decade. 1970–2015 average: just under 0.2°C per decade. ➡️Current rate is higher than in any decade since records began in 1880.https://t.co/rmpIWmg4K6pic.twitter.com/kQJGgfn9GK
— Potsdam Institute for Climate Impact Research PIK (@PIK_Climate) March 6, 2026
“Il risultato più importante non è tanto legato al quanto l’atmosfera terrestre si stia riscaldando, ma proprio al fatto che ciò avviene più rapidamente rispetto al passato, e che la differenza emersa non è trascurabile”, ha commentato Grand Foster, altro autore dello studio, al think tank Carbon Brief.
Non è tuttavia escluso, da un punto di vista scientifico, che l’accelerazione registrata nell’ultimo decennio possa rivelarsi passeggera, come sottolineato al Guardian dalla climatologia Claudie Beaulieu. Ciò che appare però chiaro è che il riscaldamento climatico, senz’altro, non sta diminuendo, come sarebbe necessario se si volessero centrare gli obiettivi fissati dalla comunità internazionale.
Non era mai accaduto che la temperatura media globale in un intero anno solare fosse di oltre 1,5 gradi centigradi superiore ai livelli pre-industriali.
Quest’estate è stata la più calda mai registrata e tutto fa pensare che il 2024 batterà ogni record di temperature: lo dice il servizio europeo Copernicus.
Il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus ha reso noto che con il mese di maggio 2024, abbiamo raggiunto quota 12 record di fila per la temperatura media globale.
Quello di quest’anno è il mese di marzo più caldo mai registrato, ben 1,68 gradi al di sopra dei livelli pre-industriali. I dati del servizio Copernicus.