Rock Files Today – 20 Settembre – Jim Croce

Oggi, 20 Settembre 1973 Per Jim Croce, vivere significava suonare, viaggiando da un music club a un piccolo teatro universitario, sera dopo sera, 250 giorni all’anno.


Oggi, 20 Settembre 1973
Per Jim Croce, vivere significava suonare, viaggiando da un music
club a un piccolo teatro universitario, sera dopo sera, 250 giorni
all’anno.

Quando, a soli 30 anni, il destino se lo porta via, Croce sta
facendo quello che aveva già fatto centinaia di volte e
cioè prendere un aereo per raggiungere il luogo dove si
sarebbe dovuto esibire in concerto il giorno successivo.
Ma questa notte, 20 settembre 1973, pochi minuti dopo il decollo,
il velivolo privato che ha noleggiato precipita, schiantandosi
contro un albero, nei dintorni di Natchitoches, Louisiana.

In poche settimane, sull’onda dell’emozione, i suoi dischi
balzano ai primi posti delle classifiche e i suoi brani più
celebri assurgono allo status di classici della American Music.

La tragica e prematura scomparsa di Jim Croce lascia la moglie
Ingrid in straziante solitudine. Dopo aver perso entrambi i
genitori, l’allora 26enne ex compagna universitaria, ex partner
artistica di Jim (e mamma del piccolo Adrian James) si ritrova a
San Diego, California, nella peggiore situazione possibile. Non
solo. Un paio d’anni dopo, il piccolo AJ viene colpito da una
malattia rara che gli riduce la vista e lei, Ingrid (a seguito di
un’operazione) si ritrova con le corde vocali danneggiate e
nell’impossibilità di tornare a cantare. Infine, le ci
vogliono quasi 12 anni per incassare le royalties e i diritti
d’autore sulla musica del marito.
Eppure, nonostante queste avversità, non demorde.

Oggi, a 60 anni suonati, Ingrid Croce è uno straordinario
caso di successo: proprietaria di due ristoranti e tre bar nel
Gaslamp, quartiere centrale di San Diego e cuore della vita
notturna della città del Southern California, è sulle
copertine di news magazine di grido, ospite di ambitissimi
programmi radiofonici e televisivi, autrice di libri che, in campo
culinario, sono veri e propri best seller.

“Servire il miglior cibo possibile”, dice, “e proporre tutte le
sere musica dal vivo ad amici, clienti e ospiti che vengono da
tutto il mondo, è la nostra maniera di ricordare a tutti il
calore e il senso dell’ospitalità che hanno sempre animato
Jim Croce. E per tenerne in vita il ricordo”.

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