Climate Action 100+, le aziende più inquinanti hanno il fiato sul collo
Gestire 30mila miliardi di dollari dà un certo potere contrattuale. Ecco cosa succede quando lo si usa per per convincere le aziende a cambiare in meglio.
Gestire 30mila miliardi di dollari dà un certo potere contrattuale. Ecco cosa succede quando lo si usa per per convincere le aziende a cambiare in meglio.
La diga di Solai, in Kenya, ha ceduto nella serata di mercoledì: decine le vittime accertate. Nella zona precipitazioni torrenziali da settimane.
John Kerry è stato a Milano per Seeds&Chips e la Milano Food City 2018. Ha parlato di clima, agricoltura e di come sfamare tutti, nonostante la popolazione in crescita costante.
In Siberia due scienziati stanno rigenerando un antico ecosistema reintroducendo grandi erbivori con un sogno: fermare lo scioglimento dei ghiacci.
È del mese scorso l’ennesimo record in negativo registrato dall’Osservatorio di Mauna Loa, nelle Hawaii: per la prima volta si sono superate le 410 ppm (parti per milione) per un mese intero di osservazioni. Risultato? Una media di 411,24 ppm. La soglia di sicurezza, ritenuta tale per non stravolgere il clima come lo conosciamo, era
Le aziende e investitori che chiudono gli occhi di fronte ai cambiamenti climatici, ormai, non hanno più alibi. Grazie agli enti internazionali e alle società specializzate come Morningstar, si moltiplicano gli strumenti e le risorse per agire, adesso.
Un rapporto della ong Oxfam denuncia: siamo ancora lontanissimi dai 100 miliardi di dollari all’anno promessi per il clima.
È stato avviato un grande progetto di riforestazione che mira a riportare la copertura forestale dell’isola all’antico splendore.
L’alimentazione del futuro è protagonista a Milano dal 7 al 10 maggio 2018: torna Seeds&Chips, il summit che propone conferenze con ospiti di altissimo livello e raccoglie i progetti più innovativi in campo alimentare.
Ridurre le emissioni della logistica di quasi un quarto, per fare in modo che l’Europa mantenga la sua leadership nella lotta ai cambiamenti climatici. L’hanno chiesto 36 grandi marchi, tra cui Nestlé, Ikea, Unilever, Carrefour e molti altri, con una lettera condivisa indirizzata al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Una richiesta che arriva a