Clima. La situazione è fuori controllo secondo la prima bozza del nuovo rapporto Ipcc

Diffusa una bozza del sesto rapporto dell’Ipcc sul clima: “Temperatura media globale a +1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali già nel 2040”.

Se il mondo continuerà ad emettere CO2 ai ritmi attuali, non soltanto non si riusciranno a centrare gli obiettivi fissati dalla comunità internazionale nell’Accordo di Parigi. Ma, già nel 2040, la temperatura media sulla superficie di oceani e terre emerse risulterà di 1,5 gradi centigradi più alta rispetto a quella dell’epoca pre-industriale. L’allarme – l’ennesimo – sul deragliamento del clima della Terra è contenuto in una prima bozza del nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc).

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Secondo una bozza del sesto rapporto dell’Ipcc, i cui contenuti sono stati diffusi dall’agenzia Reuters, gli esperti ritengono che la traiettoria attuale non consentirà di centrare gli obiettivi che la comunità mondiale si è fissata in materia di lotta ai cambiamenti climatici © Allison Joyce/Getty Images

L’Ipcc: “Trend insostenibile, così non si centreranno gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”

I contenuti del documento, che avrebbe dovuto rimanere segreto, sono stati pubblicati dall’agenzia Reuters. Se ne evince un quadro tutt’altro che roseo. I governi, infatti, secondo gli esperti dell’Ipcc potrebbero ancora riuscire a rispettare gli impegni assunti nel 2015 al termine della Cop 21, ma a patto di avviare una transizione “rapida e di grande ampiezza dell’intero sistema economico mondiale”. Altrimenti, il mondo è destinato alla catastrofe climatica: una conclusione alla quale gli scienziati sono giunti dopo aver ascoltato il parere di migliaia di esperti e aver consultato una vastissima letteratura.

D’altra parte, il fatto che il mondo non sia ancora sulla traiettoria giusta era stato certificato già nello scorso autunno dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UN Environment). In un rapporto intitolato “Emissions Gap 2017”, l’organismo aveva spiegato che le promesse avanzate finora da ciascuna nazione in materia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra sono nettamente insufficienti. Tanto che, anche qualora fossero rispettate, l’obiettivo di limitare la crescita della temperatura media globale, nel 2100, ad un massimo di due gradi centigradi, non potrà essere comunque rispettato: “Si arriverà a 3, se non addirittura 3,2 gradi”, si legge nello studio.

Il sesto rapporto sarà pubblicato ad ottobre, a poche settimane dalla Cop 24 di Katowice

Quello che l’Ipcc pubblicherà nel prossimo mese di ottobre (dopo la revisione e l’accordo dei governi) sarà il suo sesto rapporto. Nell’ultimo, uscito nel 2013, si era già affermato che la temperatura media globale è aumentata di 0,85 gradi tra il 1880 e il 2012. E che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera non è mai stata così alta da circa 800mila anni, a quota 400 ppm (parti per milione). Dato che secondo l’università della California di San Diego è già cresciuto a 410 ppm.

I membri dell’Ipcc hanno spiegato in un comunicato di non voler commentare i contenuti della bozza trapelata. Ma è chiaro che, se verranno confermati, per il mondo intero si tratterà di un campanello d’allarme impossibile da ascoltare. Soprattutto perché arriverà a poche settimane dall’avvio della Cop24 di Katowice, in Polonia. Nel corso della quale si dovrà tentare di riprendere lo slancio di Parigi che, nei successivi appuntamenti di Marrakesh e Bonn, è apparso decisamente meno intenso.

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