Cammini e itinerari

5 luoghi da scoprire a Pistoia, Capitale italiana della cultura 2017

Poco nota al turismo di massa, Pistoia è diventata capitale italiana della cultura 2017 non per caso. Sorprendenti gioielli d’arte in una città a misura d’uomo. 5 meraviglie da non perdere.

Da sempre offuscata dalla vicina Firenze, Pistoia Capitale italiana della cultura 2017, ha la sua occasione per farsi conoscere al meglio e stupire. Una città a misura d’uomo con bellezze artistiche notevoli e la calma e il buon vivere di una volta. Cultura, ottimo cibo e tranquillità in 5 consigli per una visita che può sorprendere. E far dimenticare chi un tempo la definiva “Tristoia”.

Fortezza Santa Barbara

Si trova vicino alla stazione ferroviaria, a sud della città e si presenta come una classica fortezza militare circondata ora da un parco. I pistoiesi vi diranno che ultimamente è in stato di grave abbandono ed è così, ma ugualmente non fatevi scoraggiare: attraversate il ponticello, entrate, cercate di capire quale sia il percorso da fare (non è semplice) ed esploratela. Tra le erbacce e gli arbusti è possibile percorrerla tutta, grazie ai camminamenti che consentono di godere di una bella vista sulla città in una pace quasi irreale. I turisti sono pochi, o non ci sono proprio, e potrete ammirare i papaveri che crescono nel nulla, piante di capperi, antichi pozzi, e fare su e giù tra i vari lati della Fortezza in un tour che vi riporta in un tempo lontano. Non è la prima meta per i nuovi turisti che visitano Pistoia, ma ve la consigliamo se cercate una “visione” autentica della città. Rimane aperta solo la mattina sino alle 13:30.

Pistoia capitale della cultura 2017
La fortezza Santa Barbara a Pistoia. Aperta solo la mattina e a ingresso gratuito. Foto di Simona Denise Deiana

Chiesa del Tau

Abbastanza anonima dall’esterno, questa chiesa ormai sconsacrata è un bell’esempio di come arte antica e moderna possano convivere in modo armonico. La chiesa era dedicata a Sant’Antonio Abate (quello del famoso “fuoco di sant’Antonio”) ma viene chiamata del tau per via del bastone con questa forma che il santo utilizzava per sorreggersi. Entrando esplode tutta la dicotomia con l’esterno: è completamente affrescata – le opere sono in parte in buono stato di conservazione – e tra queste splendide mura hanno trovato dimora alcune opere scultoree di Marino Marini, il grande scultore di fama internazionale originario di Pistoia il cui museo è a fianco della chiesa del Tau. Un mix di opere d’arte tra loro distanti che dialogano in spazi stretti con successo.

Pistoia capitale della cultura 2017
La chiesa sconsacrata del Tau a Pistoia con le opere di Marino Marini. Foto di Simona Denise Deiana

La terracotta invetriata

Pistoia è uno dei luoghi dove si possono ammirare esempi di questa tecnica che nella prima metà del Quattrocento lo scultore fiorentino Luca Della Robbia ripropose anche in Italia, seguito poi da alcuni discendenti della sua famiglia: il nipote Andrea e il figlio Giovanni, oltre che dai discepoli Benedetto e Santi Buglioni che, appreso il segreto da questi, fondarono una bottega concorrente.
Si trattava dell’applicazione di uno smalto lucido a base di stagno che, appositamente preparato e cotto in forno unitamente alla terra, forma una pellicola dura e lucida che permette ancora oggi la conservazione all’aperto di queste fragili opere. L’aggiunta di altri minerali ne dava poi la diversa colorazione. Uno dei massimi capolavori del “genere” è a opera di Luca: la Visitazione del 1445 in S. Giovanni Fuorcivitas, ma ci sono anche la Madonna con Bambino tra angeli eseguita per il portico della cattedrale da Andrea della Robbia, senza dimenticare che Pistoia custodisce anche quello che è considerato il “canto del cigno” delle robbiane: la decorazione policroma del fregio dell’ospedale del Ceppo di Santi Buglioni e Giovanni Della Robbia.

La cupola del Vasari

Nel giro della città, giunti a piazza Santo Spirito, vi consigliamo di alzare lo sguardo: qui si vede molto bene la cupola della basilica della Madonna dell’Umiltà, costruita presumibilmente tra il XII e XVIII secolo su un progetto di Giorgio Vasari. Se vi sembra di averla già vista è perché il modello a cui si è ispirato l’architetto è manifestamente la cupola di Santa Maria del Fiore, ma nell’interpretazione che di essa aveva dato Michelangelo nella Basilica di San Pietro.  Alta 59 metri, permetterebbe di ammirare la città da una prospettiva meravigliosa, ma non è visitabile: sin dalla sua costruzione ha sempre avuto problemi strutturali e, nonostante un moderno restauro, non è possibile salirci.  Nella “lotta” tra Pistoia e Firenze, anche qui c’è una cupola dal grandissmo valore architettonico, che non ha nulla da invidiare alla sua cugina più famosa.

Pistoia capitale della cultura 2017
La cupola opera del Vasari a Pistoia. Foto di Simona Denise Deiana

Piazza Duomo all’lba o al tramonto

Pistoia è una città tranquilla, nessun enorme flusso di turisti anche se essere stata eletta Capitale italiana della cultura 2017 ha portato a un aumento delle presenze. Non troverete quindi alcuna difficoltà per visitarla con calma e godere a pieno ti tutto ciò che offre. Il consiglio è però quello di vedere la sua piazza più famosa e centrale all’alba o al tramonto: su ogni lato rimarrete meravigliati da ciò che vi troverete di fronte, dalla luce e dalla perfezione. Qui si trovano la cattedrale di San Zeno e il campanile, il Battistero di San Giovanni in corte, il Palazzo dei vescovi, il Palazzo comunale, il Palazzo pretorio. Se siete fortunati, potreste essere gli unici ad ammirare lo spettacolo, l’importante è non andare di sabato, giorno del grande mercato cittadino che riempie la città e nasconde le meraviglie.

Pistoia capitale della cultura 2017
Piazza Dumo a Pistoia con il suo campanile. Foto di Simona Denise Deiana

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