Dice no ai pesticidi e rischia il carcere

In tribunale a Digione ha detto: “Sono alla sbarra per aver rifiutato di avvelenare le mie proprie terre”. Il caso di Emmanuel Giboulot che per aver detto no ai pesticidi rischia la prigione.

È pronto a tutto pur di non “avvelenare inutilmente” le proprie terre Emmanuel Giboulot, 51 anni, produttore della Borgogna, che coltiva 10 ettari di vitigni Chardonnay e Pinot noir sulla Cote de Beune e la Haute-Cote de Nuit. Ora rischia il carcere, ma la petizione online per salvarlo ha già superato le 50.000 firme e la pagina Facebook in suo supporto i 100.000 ‘like’.

Il prefetto ha ordinato lo spargimento in tutta la regione di un insetticida per contrastare la flavescenza dorata, malattia contagiosa e mortale per la vigna.

Emmanuel Giboulot, 51 anni, , è comparso oggi davanti al tribunale di Digione. Secondo la legge, rischia una pena fino a sei mesi di prigione e 30.000 euro di multa. Intanto, una petizione e una pagina Facebook sono state create in solidarietà del viticoltore e diverse associazioni ecologiste hanno chiamato a manifestare di fronte al tribunale.

“Non voglio utilizzare prodotti chimici sui miei appezzamenti che la mia famiglia coltiva in modo biologico dal 1970. Sono alla sbarra per aver rifiutato di avvelenare le mie proprie terre”.

Tutto comincia nel 2013 quando una circolare della prefettura di Digione impone il trattamento “dell’insieme dei vigneti della Cote d’Or” con un pesticida contro la cicalina, un insetto che può provocare la flavescenza dorata. La metà dei vigneti francesi viene trattata obbligatoriamente contro la flavescenza secondo le disposizioni nazionali e europee.

Per l’avvocato di Giboulot, Benoit Busson, “in assenza di una vera emergenza sanitaria ed essendo le terre in questione ‘al di fuori del perimetro a rischio’ flavescenza, solo una circolare ministeriale avrebbe potuto obbligarlo a utilizzare i pesticidi. Per lui, il reato non sussiste”.

L’accusa ha invece chiesto una multa di 1.000 euro contro il viticoltore bio per avere “commesso un’infrazione penale non rispettando per scelta ideologica la circolare del prefetto”. La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Il viticoltore è suo malgrado divenuto un simbolo della causa ecologista: un comitato di sostegno formato tra gli altri dal partito Europe-Ecologie-Les Verts e da Greenpeace ha chiesto di fare cadere tutte le incriminazioni giudiziarie verso i viticoltori “che fanno la scelta coraggiosa di promuovere altri approcci agricoli”. La pagina Facebook di solidarietà a Giboulot ha sforato i 100.000 like e la petizione su Change.org in sua difesa ha raccolto oltre 50.000 firme. Contro i pesticidi.

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